Varese e Lugano duettano
Marco Borradori, consigliere di stato ticinese e Raffaele Cattaneo, assessore alle infrastrutture della Lombardia in un convegno a Expo village
Da qui al 2015 questo territorio potrebbe non esser più lo stesso. E detto così sembrerebbe una minaccia. In realtà, se gli scenari disegnati da Borradori e Cattaneo si realizzassero, Varese e il Canton Ticino avrebbero un’ulteriore spinta al loro sviluppo. Verso l’expo milanese le cose da fare sono davvero tante e i due leader politici, ma anche amministratori, sollecitati dalle domande di Giorgio Gandola, direttore del quotidiano La Provincia e Giancarlo Angeleri, direttore della Prealpina, hanno affrontato tanti temi che sono sul piatto. Le infrastrutture al primo posto, le scelte economiche, il sistema della mobilità, la cultura e il turismo i temi centrali.
La ragione del convegno era proprio legato all’expo del 2015.
"Ringrazio per averci dato la possibilità di parlarne per la prima volta fuori dal Ticino – ha esordito Marco Borradoni. – Con i suoi possibili 30 milioni di visitatori per noi l’Expo ha due valenze. Da una parte continuare il cammeno culturale e infrastrutturale da qui al 2015. Dalla’ltra intercettare anche solo una piccolissima parte di quel pubblico".
Cattaneo ha messo in luce l’importanza di alcune scelte. "Dobbiamo smettere di pensare al confine come a una barriera. La dogana è una membrana, un punto di scambio e la vicinanza è una grande risorsa che dobbiamo ancora scoprire in tutta la sua potenzialità. Nel 1906 ci furono l’expo a Milano e si aprì la via del Sempione. Un secolo dopo di nuovo la grande manifestazione e una nuova via di comunicazione come l’Alp Transit. Il rischio che corriamo questa volta però è grande perché Varese non deve restare ai margini di tutto. Non deve diventare una zona grigia che vede passare di qua lo sviluppo senza fermarsi. In questo quadro la realizzazione dell’Arcisate Stabio è fondamentale perché dobbiamo connettere i due territori".
Situazione che hanno ben presente i Ticinesi perché in meno di vent’anni dalla sua apertura del 1980 il tunnel del Gottardo è passato da 180mila mezzi pesanti a oltre un milione e 200mila nel 2000.
"Abbiamo quindi bisogno di un miglior rapporto con Varese, – ha detto Borradori – perché Lugano oggi ha un ruolo quasi di ambasciatore, molto più dinamico e attivo del resto della Confederazione e del Ticino. Questo genera qualche tensione interna, ma del resto noi abbiamo le infrastrutture turistiche e un territorio bello. La vicinanza culturale e della lingua facilita le nostre relazioni e proprio ora ci stiamo passando il testimone dei mondiali di ciclismo. Domenica finiscono a Varese e tra un anno saranno a pochi chilometri da qui, a Mendrisio".
"Noi ci stiamo a fare la nostra parte, – ha replicato Cattaneo – abbiamo pianificato molti interventi infrastrutturali che collegheranno le due realtà. Sette opere collaterali su 17 da realizzare per Expo sono qui nel Varesotto. Ma non è solo questo. Il Canton ticino è l’unico paese straniero dove si parla l’italiano e questo non è poco. La vicinanza culturale è importante e va valorizzata".
Altri due argomenti sono stati i rapporti tra gli aeroporti di Malpensa e Agno. Definiti da Borradori il primo come un supermercato dove si può trovare di tutto e il secondo come un bella boutique. E per finire due questioni spinose come la delocalizzazione delle imprese italiane che spesso preferiscono spostarsi in Canton Ticino, e i frontalieri.
"Una buona competizione non può che farci bene a tutti", ha affermato Cattaneo. E Borradori: "Sono aspetti in chiaro scuro perché noi abbiamo molti elementi di appeal verso le aziende. Un peso fiscale minore, una burocrazia molto snella e ben gestita. Abbiamo però una grande quantità di lavoratori frontalieri per noi importanti, ma con 42mila presenze al giorno ci sono alcuni problemi legati anche alla loro mobilità. realizzare delle opere pubbliche non può che far bene a tutti".
Il sindaco Attilio Fontana rammaricandosi per il fatto che si faccia ancora troppo poco per la collaborazione tra i due territori, ha poi chiuso i lavori con una battuta che riassume una speranza. "Mi piacerebbe far parte dello stesso Stato".
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