Agesp & co. nel gorgo del rimpasto
Partecipate al centro del complesso balletto delle poltrone: spunta una possibile Agesp Sport. In vista l'adattamento per l'in house providing. Premoselli lascia la Spa ed Energia
Bocce ferme sul fronte del rimpasto di Giunta, più volte invocato e poi "congelato" per le baruffe tra partiti e correnti di maggioranza. Dove invece qualcosa continua a muoversi è su un fronte inscindibilmente collegato, quello delle partecipate. Mentre a Palazzo Gilardoni Farioli giostra anche nelle vesti di assessore al bilancio e responsabile del personale, in Agesp si muovono partite distinte ma collegate. Solo una volta sistemare queste qualcosa si muoverà anche intorno al sindaco.
È di alcuni giorni fa l’annuncio di una Agesp Sport di prossima costituzione, ma il presidente di Agesp Holding (che gestisce piscina Manara e PalaYamamaY), Franco Castiglioni, frena. «È una possibilità chiaramente individuata e non da ieri, se ne parlò già ai tempi di Ernani Ferrario presidente di Agesp. Uscire e darla per cosa fatta è precorrere i tempi». A scalpitare era ancora una volta la Lega, sostenitrice della trasformazione della Holding in una società patrimoniale, si presume proprio a guida color verde Carroccio – con la vicepresidente della Holding ed ex assessore Maria Paola Reguzzoni in pole position, mentre Castiglioni è da tempo "papabile" per un assessorato – è già stato in Giunta sotto Luigi Rosa, dal 2002 al 2005.
La partita a scacchi delle partecipate è complessa: crearne una in più per il settore Sport potrebbe aprire una "casella", magari per l’Udc che reclama un posto "politico" nelle partecipate se dovesse passare la candidatura del "tecnico" Fazio alla Sicurezza . Non è tutto qui. In questi giorni ha annunciato le dimissioni anche il direttore di Agesp SpA ed Agesp Energia Luca Premoselli. Dietro le dimissioni del dirigente, già nominato nel 2007 a presiedere Prealpi Gas, forse anche i rapporti fattisi difficili con figure subentrate negli ultimi anni nel gruppo Agesp.
«Agesp Holding fa ciò che deve» sostiene Castiglioni. «Si sta preparando per avere le carte in regola come società che fa l’in house providing», ossia la fornitura "in casa" di servizi, a mo’ di branca speciale dell’amministrazione, anche se tecnicamente in forma societaria. Mezzo passo indietro rispetto alle magnifiche sorti e progressive del mercato e degli appalti. «Per fare questo i Comuni che detengono quote simboliche della Holding se ne stanno liberando in cambio di quote equivalenti in Agesp SpA» ricorda. «Fra le regole per l’in house providing c’è quella che la società non deve avere proprie partecipazioni, si è scelto pertanto di dismettere quella che abbiamo in Agesp Trasporti». Motivazione legalmente ineccepibile, ma che anche le croniche perdite della Trasporti suggerivano. La Holding dovrà poi "aggiustare" lo statuto societario per poter procedere in regime di in house providing. Diventerà dunque la famosa patrimoniale BA Global Services? Castiglioni anche qui frena: «Non vedo perchè cambiare nome ad Agesp se non ve ne fosse un motivo specifico».
Stralciare a parte il settore sport di Agesp Holding, che dà lustro ma anche consistenti debiti per le spese di gestione di impianti "a cinque stelle", darebbe più possibilità alla Holding di avere i bilanci in ordine. «Le regole del gioco continuano a cambiare» osserva ancora Castiglioni. «Si guardi alle aggregazioni del settore gas avviate con le liberalizzazioni del mercato. Per i singoli soggetti locali non erano sostenibili». Perso quindi il gas, i ricavi andranno cercati da altri servizi. Al momento, dati pubblici alla mano, non bastano: l’anno scorso il deficit è stato di 1,8 milioni di euro. Anche se Castiglioni predice un conto meno pesante a venire e settori come le farmacie o determinati parcheggi rendono bene, il problema resta.
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