Cai: “condizionata” l’offerta per Alitalia
Nessuno dovrà chiedere indietro alla "cordata" i 300 milioni del "prestito-ponte" ad Alitalia e l'Europa non dovrà intervenire sugli aiuti di Stato. Ora bisogna convincere piloti ed assistenti
Dopo una giornata da cardiopalma, quando ormai si gridava al fallimento, Cai ha infine avanzato la sua offerta per acquisire Alitalia, cedendo alle insistenti pressioni del governo, ma anche avanzando alcune condizioni per assicurarsi le spalle. L’offerta presentata dalla "cordata" guidata da Roberto Colaninno è irrevocabile fino al 30 novembre, quindi si apre un ulteriore mese di trattative. Essa sarà valida solo a patto che il governo riesca a convincere l’Unione Europea ad adottare provvedimenti nel senso di non chiedere la restituzione del prestito-ponte da 300 milioni di euro fatto ad Alitalia, fin qui considerato "aiuto di Stato" in violazione delle norme europee sulla concorrenza. Cai chiaramente vuole evitare di doversi caricare un eventuale debito supermilionario sulle spalle, e proprio questo sarebbe stato uno dei punti più "caldi" della trattiva di ieri. Ancora più dell’ostilità dei sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo all’accordo, alla fine rivelatasi non di ostacolo per la stipula, benchè quelle quattro sigle (Anpac, Up, Avia, SdL) rappresentino la maggioranza dei lavoratori coinvolti.
Fra le altre condizioni avanzate, anche la "benedizione" dell’Antitrust, ossia un provvedimento da parte di questa che "confermi la compatibilità dell’operazione ai sensi della normativa vigente". Una condizione non scritta ma indispensabile sarà invece quella di addivenire a un accordo con le sigle sindacali "ribelli". Le assemblee sindacali, da lunedì, daranno il la ad un altro mese di passione targato Alitalia.
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