Dopo le morti sul lavoro anche quelle a scuola
Una riflessione sulla tragedia di Rivoli dove un ragazzo è morto per il crollo del soffitto della scuola
Egregio Direttore,
questa lettera per esternare tutto l’orrore possibile, per la morte del ragazzo di Rivoli avvenuta in una scuola
pubblica, i governi e forse la maggioranza degli italiani si è dimenticata dei 27 bambini ed una insegnante morti nella scuola elementare di S. Giuliano di Puglia, l’unico edificio a crollare del
tutto, dopo 5 anni di processo la corte ha sentenziato "Nessun colpevole".
Dobbiamo sopportare oltre alle morti sul posto di lavoro ora anche le morti dei nostri figli mentre sono a scuola?
La mia fiducia nelle istituzioni sta vacillando, mentre il concetto di
patria è completamente sepolto. Ci sentiamo una nazione e sventoliamo la bandiera solo in occassione di vincita ai campionati del mondo?
Come facciamo ad essere una nazione se non sappiamo difendere la vita dei nostri padri e dei nostri figli sul posto di lavoro o mentre svolgono attività in un posto pubblico?
Sono sicuro che ora i rappresentanti delle istituzioni e i ministri
verseranno lacrime di coccodrillo e un nuovo sentimento si aggiungerà a quello dell’orrore, l’angoscia, che tutto possa di nuovo accadere.
Grazie dell’attenzione.
Felice Ferrazza – Gallarate.
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