Laura Fedele, una jazz-lady fuori dal comune

La cantante genovese sarà in concerto venerdì 28, alle 21, all'ex cinema Politeama di Piazza XX Settembre. Ad accompagnarla Gio Rossi alla batteria e Stefano Dall'Ora al contrabbasso

Jazz-lady, cantante, compositrice, pianista, amante del teatro e con una passione per la scrittura (nel 2004 pubblica “Il canto:appunti di viaggio ed. Curci ndr). Laura Fedele (nella foto a lato) è un’artista a tutto tondo, da oltre vent’anni calca le scene del panorama musicale italiano ed è una della voci femminili più amate e apprezzate nel mondo del jazz. Ha alle spalle dischi come “Pornoshop”, in cui hai presentato brani di Tom Waits tradotti in italiano e “Indipendently blue:le canzoni di Nina Simone”, fino all’ultimo cd “Monna Lizard”. Progetto che vede cinque brani originali e canzoni di cantautori italiani come “Amore che viene, amore che vai” di De Andrè, “Non mi annoio” di Jovanotti, “L’avance” di Paolo Conte. Un progetto raro e originale che Laura ha inciso con Gio Rossi alla batteria e Stefano dall’Ora al contrabbasso. Trio con cui Laura collabora da anni e che venerdì 28 novembre, alle 21 sarà ospite al Politeama di Piazza XX settembre con un concerto che ripercorrerà la carriera artistica della poliedrica cantante. Il concerto è parte della rassegna "Musica solidale" e le eventuali donazioni saranno devolute in beneficenza.

Dopo un tributo a Tom Waits e uno a Nina Simone quest’anno è uscito un disco di brani inediti e brani italiani riarrangiati. Cosa c’è in questo nuovo album?

«E’ stato un disco dalla gestazione complicata ma alla fine, con la casa discografica Delta, abbiamo portato avanti questo progetto. E’ un disco particolare. C’è sempre del blues, perché dove ci sono non può mancare ed è il genere di massima ispirazione per me, c’è della canzone d’autore, c’è della musica popolare. Riprende brani dagli anni ’60 e ’90 e ci sono cinque brani miei che si allineano allo stile del disco. E’ di difficile collocazione come genere ma del resto la mia musica è sempre stata un po’ così, non ho mai amato gli “inscatolamenti”».
La serata al Politeama è invece intitolata “The best of Laura Fedele”. Cosa ci sarà in questo concerto? 

«Pezzi vecchi e nuovi. Con Giò e Stefano c’è molto affiatamento e spazieremo nei miei dischi passati e in quelli recenti, ci saranno standard del jazz che faranno da collante al concerto. Non preparo mai una scaletta, la improvviso al momento in base alle voglie e alla sensazioni.»

Il jazz è un genere da sempre considerato di “nicchia”. Per lei oggi è ancora così?

«Secondo me negli ultimi anni il jazz si è ulteriormente rinchiuso in se stesso. Nell’aria che si respira c’è poco fermento rispetto a quando ho iniziato io, ti parlo degli anni ’80 e ’90, prima c’erano più stimoli in giro. Il panorama non è allegro anche se ogni tempo ha i suoi lati positivi e va vissuto per quello che è».
In questo panorama musicale, quali consigli puo’ dare alle aspiranti "jazz-lady"?
«Ascoltare tanta musica, essere ricettive di ogni genere musicale, essere testarde e determinate.»

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Pubblicato il 27 Novembre 2008
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