“Legnanesi”: sessant’anni in cortile, ma con stile
All'Apollonio grande debutto della storica compagnia che ha festeggiato l'importante compleanno, regalando al pubblico più di tre ore di risate
Il pubblico varesino non è rimasto deluso nemmeno questa volta
. Il carrozzone dei “Legnanesi”, ieri sera, 20 novembre, è tornato a fare tappa in città regalando al pubblico dell’ Apollonio più di tre ore di risate ed applausi e confermando il successo che quest’anno li ha portati a compiere sessant’anni di età. La compagnia dialettale festeggia una tappa importante del suo cammino e lo spettacolo non può che essere il prodotto di questi anni trascorsi sul palcoscenico. “1949-2009: 60 anni in una grande rivista” torna infatti a presentare il cortile lombardo, così come lo ideò il fondatore Musazzi, dove la famiglia Colombo è portavoce delle gioie e dei dolori di una famiglia come tante.
La Teresa, La Mabilia e il Giovanni sono personaggi amatissimi dal pubblico che già li conosce e maschere sorprendenti per chi si trova ad uno spettacolo dei “Legnanesi” per la prima volta, sempre attualissimi nonostante il dialetto che porta indietro nel tempo. La sceneggiatura di Antonio Provasi (“La Teresa”) porta in copione battute, che con il loro mix di comicità e grottesca messa in scena, raccontano i problemi della povera gente e i temi che più stanno a cuore alla società di oggi, dai luoghi comuni sull’immigrazione al “grande fratello”, ai fatti e misfatti dei ministri.
Le piccole e grandi sfortune delle comari di Legnarello, a cui non manca mai la battuta improvvisata e la comicità spontanea degli
attori, si susseguono atto dopo atto. “La Teresa” aspetta la sorella dell’America che da ricca benefattrice si trasformerà ben presto in pretenziosa ereditiera. “Il Giovanni” si troverà in ospedale e le “sue” donne aspettano che spiri per poter fare affari con i suoi organi. “La Mabilia” è sempre alla ricerca del marito e accompagna la madre e il padre nei ricordi di una gioventù passata e di sessant’anni vissuti in cortile. E poi la “Teresa” che diventa presidentessa della “Repubblica Cisalpina” e sarà impegnata a trattare il prezzo del petrolio con Berlusconi. Eppure, ogni scena si chiude con la bontà che può accomunare ogni famiglia.
La piccola Legnarello, con i suoi battibecchi pungenti e i suoi provincialismi, viene poi sorpresa dalle scenografie curate da Enrico Dalceri (La Mabilia) che con colori, lustrini e luccichii veste le donne di cortile in dame di corte, senza risparmiare nessuno. In particolare, “La Mabilia” regala allo spettatore veri minuti di musical e, accompagnata da eleganti ballerini, riesce a realizzare i suoi sogni di “diva”. Uno spettacolo che torna dunque a presentare il teatro di rivista così com’era, rivisto e ringiovanito e che assume un valore in più, quello di ricordare ai lombardi le loro tradizioni e il loro dialetto, lingua ormai di pochi. E poi si ride, tanto.
Ancora tre le serate in programma all’Apollonio per chi volesse acquistare gli ultimi biglietti, la compagnia sarà in scena venerdì 21, sabato 22 e domenica 23.
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