Ecco perché il Silp ha aderito allo sciopero generale
Il sindacato di polizia della Cgil contesta le scelte dle governo in tema di sicurezza
«Il Silp – spiega Giorgio Saporiti, segretario provinciale – ha aderito all’iniziativa indetta dalla Cgil per manifestare contro le scelte del governo sulle questioni del comparto sicurezza. L’unica certezza è rappresentata dai 280 milioni già previsti nella finanziaria 2008 (dal precedente governo) per l’adeguamento dell’ora di lavoro straordinario e dei buoni pasto, e dell’incremento di circa 10 euro lordi sulla retribuzione». Secondo Saporiti, sono sempre più fondate le preoccupazioni per l’assenza di un piano strategico e del sostegno di mirati interventi finanziari in quanto: «è risultata priva di fondamento la notizia rilasciata da importanti ministri secondo cui il governo aveva stanziato 564 milioni di euro per la sicurezza».
«Dal Ministero del Tesoro – continua Saporiti – si è appreso che non si tratta di nuove risorse ma solo di somme già previste per la sicurezza e che sono solo state spostate da un capitolo di spesa all’altro nel bilancio dello Stato; il governo ricompensa la “specificità” delle Forze di Polizia con 3 euro al mese e detassa il premio di produttività solo a una parte del personale (circa il 30%); non prevede uno stanziamento adeguato di risorse utili a mantenere il potere d’acquisto delle retribuzioni degli operatori del comparto sicurezza, con una riduzione superiore ad 1/3, rispetto a quanto avvenuto per il biennio 2006/2007; per quel che riguarda le indennità operative e la produttività, le risorse stanziate arrivano a poco più di 1/3 rispetto a quelle previste nell’ultima finanziaria (“Governo Prodi”). In un quadro d’insieme deludente, il Silp è impegnato per: impegnare il Governo a destinare dal 2009 ulteriori risorse per la sicurezza dei cittadini; conquistare le risorse per un decoroso contratto di lavoro per gli operatori del comparto; contrastare i pesanti tagli introdotti su operatori, risorse e mezzi per le Forze di Polizia; Varese è una provincia che ormai è caduta nel quadrilatero mafioso; con la politica delle “piccole cose”, giustizia e sicurezza non possono garantire un contrasto adeguato, che deve essere forte e profondo, che richiede risorse. È quindi ora di dire basta, perché l’Italia e la sua gente non possono rimanere indietro rispetto agli standard degli altri paesi europei».
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