Alla Pellico la razza è solo una questione di pesci
Professori e alunni della scuola hanno realizzato un video contro il razzismo. Una risposta educativa di un istituto da anni impegnato nell'integrazione degli alunni di diverse nazionalità
Si chiamano Sonia, Amanda, Ana Gabriella, Julian. Hanno sorrisi generosi e sguardi sereni. Parlano l’italiano e l’inglese, e conoscono a menadito almeno una terza lingua, chi lo spagnolo, chi il francese. Vengono dal Camerun, dal Marocco, dalla Repubblica Dominicana, dall’Argentina. E, guidati dalla dirigente scolastica e dai professori della scuola Pellico, hanno girato un video contro il razzismo.
« La nostra è una risposta lieve e non didascalica – racconta la dirigente Margherita Giromini – ai fatti accaduti nei mesi scorsi: il pestaggio di una nostra ex studentessa di origini marocchine e gli episodi di vandalismo alle sagome della scuola di Brinzio, scuola dipendente dal nostro istituto. Alla Pellico il 15% degli studenti ha origini multiculturali eppure non ci sono discriminazioni di natura razziale ed etnica».
A dimostrarlo il video: pochi minuti, nessun dialogo, solo una chitarra fuori campo. E gli sguardi, i sorrisi, la naturalezza dei gesti dei ragazzi che raccontano: «Il professori ci hanno solo chiesto di essere noi stessi, di ridere e divertirci». L’obiettivo passa da un sorriso a un altro, da una nazionalità all’altra. In chiusura l’immagine di una razza gigante che nuota in libertà. E il monito “Per noi le razze sono…questi pesci”.
E quando si chiede ai ragazzi cosa è rimasto loro di questa esperienza, le risposte non mancano di stupire per maturità e saggezza. « Il video è un messaggio di speranza» dice Issa, di origini siriane. «Dimostra che insieme stiamo bene» aggiunge Silvester, albanese. E Aiman, marocchino «Il mondo è di tutti e ognuno nel rispetto delle leggi può fare quello che crede». «Perché in fondo dentro siamo tutti uguali: abbiamo un cuore, un polmone…..». Tutti sono d’accordo sul fatto che il razzismo è una forma di ignoranza e che il compito della scuola, della cultura, è proprio quello di combattere l’ignoranza.
Un compito che la scuola Pellico assolve con diverse modalità, come racconta la dirigente scolastica: «Quando i ragazzi di nazionalità diversa arrivano a scuola, vengono inseriti nella classe in base all’età. Per loro c’è la possibilità di partecipare ad un laboratorio di italiano sempre attivo, di frequentare la biblioteca interculturale della scuola Pascoli per non perdere il ricordo della loro lingua di origine. E organizziamo laboratori interculturali cui partecipa tutta la classe. Si raccontano fiabe e tradizioni, si parla di cultura e religione. E si scopre che gli uomini si comportano allo stesso modo in tutto il mondo».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.