Il 20 febbraio 2006 moriva Luca Coscioni
Un ricordo nelle piazze di 40 città con incontri e congressi. Le parole del deputato europeo Marco Cappato: “La memoria di Luca vive nel concreto della lotta politica”
Sono passati due anni dalla morte di Luca Concioni, l’economista colpito nel 1995 dalla sclerosi laterale amiotrofica e che, infermo su una carrozzina ha condotto una battaglia politica sulla libertà di ricerca.
Coscioni deide vita, il 20 settembre 2002 all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. L’associazione fu molto attiva nel 2004 a riguardo del Referendum abrogativo sulla Legge 40, la quale poneva seri limiti alla ricerca nell’ambito della genetica, ma che – dopo un mese di lotte politiche e ideologiche anche molto aspre – si risolse con una sconfitta, e con un mantenimento della legge in vigore, a causa del mancato raggiungimento del quorum.
Così lo ricorda l’euro parlamentare radicale Marco Cappato: «Luca vive nel concreto della lotta politica, di quella lotta per la libertà di ricerca che aveva avviato ottenendo il sostegno di 50 premi Nobel per la sua candidatura come capolista delle elezioni politiche della Lista Bonino. Oggi, di fronte al fondamentalismo clericale che si è impadronito del potere dello Stato Vaticano e di quello italiano, il nostro posto per ricordare Luca -comprensibilmente dimenticato dai cerimonieri del regime, nelle sue articolazioni partitiche e mediatiche- sono le piazze e i congressi del suo partito».
Mentre oggi infatti usciranno in quaranta città italiane tavoli di raccolta firme sulla petizione al Parlamento italiano per la legalizzazione dell’eutanasia e del testamento biologico, domani, 21 febbraio, l’associazione Luca Coscioni e Radicali italiani parteciperanno alla manifestazione indetta da Micromega in Piazza Farnese per opporsi alla "legge contro il testamento biologico.
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