La parola ai lettori
Idee, proposte, dibattiti, inchieste e tanto altro. La terza "apertura" del giornale sarà sempre dedicata ai lettori he potranno "entrare" in redazione e collaborare attivamente
"Il modo ideale per usare internet è chiedere ai lettori di contribuire al lavoro dei giornalisti, invece di criticarlo. È un’impresa difficile, ma è meglio che sollecitare semplici commenti. Non è un dialogo con i lettori, ma una collaborazione: e questo secondo me è uno dei segreti per usare bene la rete".
In tre righe David Randall, giornalista inglese di fama mondiale ed editorialista di Internazionale, descrive quello che Varesenews ha iniziato a sperimentare da mesi e che da oggi avrà ancora maggior peso.
La "terza apertura" del giornale sarà dei lettori. Sempre. È un impegno che ci prendiamo con tutti voi e con tutti i cittadini. Avrete la possibilità di "entrare" in redazione e lavorare con noi. Non sarà un semplice spazio dove amplificare le famose lettere al direttore. Avrete la possibilità di proporre idee, inchieste, notizie, ma anche di agire perché, come afferma Luca De Biase, – giornalista e scrittore, responsabile dell’inserto del Sole24Ore "Nova 24" – "il privilegio intellettuale dei giornalisti è poter fare domande".
Crediamo che la partecipazione debba avere strumenti adeguati che favoriscano la conoscenza e la lettura del territorio. E chi meglio dei cittadini può aiutare a fare questo? Il nostro compito sarà fare una selezione delle proposte e fornire la competenza tecnica.
Per il web la forma del giornalismo partecipativo, o di citizen journalism non è nuova. C’è da tempo un dibattito acceso che evolve e prende in continuazione nuove forme. Basti pensare ai milioni di blog a livello mondiale e alle centinaia presenti solo sul nostro territorio, ai social network ormai diffusissimi e attivi su ogni segmento della vita sociale, economica e politica. Fenomeni che hanno un forte impatto anche sul sistema giornalistico. Sistema che spesso considera questo universo semplicemente come un’altra possibile fonte da aggiungere a quelle più tradizionali, oppure vive con fastidio questa situazione. Un modo per lo meno riduttivo di vedere l’interattività della rete.
Noi stiamo facendo una scommessa con tutti i cittadini. Il giornale non è solo dei lettori perché lo leggono, ma anche perché in parte possono contribuire a farlo. Noi ce ne prenderemo sempre la responsabilità perché siamo professionisti e quindi dovremo scegliere, ma il nostro ruolo sarà sempre più quello di gestire un media che comunica e non solo informa.
E la differenza è davvero sostanziale perché il processo di conoscenza non è più unidirezionale, ma diventa circolare.
Ora la parola passa davvero ai lettori.
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