Muscoli e doping, giovane ciclista arrestato a Padova
Il ventiduenne Gianni Da Ros coinvolto in un'inchiesta su un presunto traffico di sostanze dopanti nelle palestre: subito sospeso dal team Liquigas e dalla Federazione Ciclistica Italiana
Tredici ordinanze di custodia cautelare, di cui dodici in carcere e una con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 64 perquisizioni in abitazioni, palestre, uffici, aziende e negozi a Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Novara, Pordenone, Torino, Treviso, Varese e nelle rispettive province. Questo il risultato di un’operazione condotta dal Nas Carabinieri di Milano per sventare un traffico illecito di farmaci dopanti importati dal Nordafrica, dall’Europa Centro orientale o acquistati sul web, che vede coinvolti sportivi professionisti e dilettanti, gestori di palestre e di attività commerciali in Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nel corso delle indagini sono emerse prove sull’assunzione di medicinali ad effetto dopante da parte di alcuni ciclisti (un professionista, un semidilettante e un dilettante). L’operazione è scattata stamani (11 marzo) all’alba, con 120 militari del Nas impegnati, 2 carabinieri della sezione di polizia giudiziaria e 132 uomini dell’Arma territoriale dei carabinieri. In manette è finito Gianni Da Ros, 22 anni, neoprofessionista friulano del team Liquigas: sia la società la Federazione Ciclistica Italiana lo hanno sospeso immediatamente, essendo totalmente estranee alla vicenda. Il pm milanese Gianluca Prisco ha fatto partire le indagini un anno fa dopo un servizio tv (Le Iene) andato in onda il 7 marzo 2008: si parlava della diffusione delle sostanze anabolizzanti (ormoni gh, testosterone, nandrolone e altri) in alcune palestre di Milano. Nel servizio uno degli inviati del programma riusciva a comprare in un Vitamin Store prodotti come Sustanon, Proviron o Winstrol. Si tratta di sostanze pericolosissime per la salute che venivano rivendute a sportivi. Da li è stato trovato il canale di distribuzione (chi procurava le sostanze) e di approvvigionamento. I carabinieri dei Nas grazie a intercettazioni e pedinamenti hanno individuato tre filiere di distribuzione. Gli indagati per non farsi scoprire usavano frasi in codice.
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