Per gli “stalker” fino a 4 anni di carcere
Il reato di stalking è stato introdotto lo scorso febbraio nel codice penale, prevede norme più severe per molestie anche verbali e telefoniche
Dai 6 mesi ai 4 anni, questa è la pena che rischia chi è accusato di aver infranto l’articolo 612-bis del codice penale, o meglio, di aver commesso il nuovo reato di stalking introdotto nella nostra legislazione il 25 febbraio di quest’anno. Da quel giorno infatti lo “stalker”, cioè chi, citando la legge, “minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”, viene dapprima diffidato dall’autorità di pubblica sicurezza, e successivamente, se nonostante il primo avvertimento, continua nel suo atteggiamento persecutorio, rischia addirittura l’arresto. La persecuzione da parte dello stalker avviene solitamente mediante continui tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata, telefonate o quant’altro con l’obiettivo, spesso ossessivo e patologico, di molestare un’altra persona. Ad essere punito con il nuovo reato di stalking è quindi il comportamento del persecutore volto a produrre stati di ansia e paura nella sua vittima.
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