Un necrologio innesca lo scontro tra Lega e Pdl
Capitolo gallaratese dello scontro tra gli alleati al governo. A partire dal "de profundis" per la fiamma di An
In termini militari si chiamerebbe guerra d’attrito. Fatta non di battaglie, ma di provocazioni di confine e di attacchi di pattuglie. Mentre fumano le macerie lasciate dagli scontri di Busto Arsizio e Varese, la Lega Nord va alla carica anche a Gallarate. Un pugno di episodi animano il consiglio comunale dedicato al bilancio. A partire dal necrologio per An declamato dal padano Antonio Trecate: «Partecipiamo commossi al dolore dei consiglieri Causarano e De Bernardi per la prematura scomparsa del loro partito» ironizza il leghista Antonio Trecate, solleticando l’orgoglio di An. Il “de profundis” è poco apprezzato dagli ex consiglieri orfani della fiamma e Giuseppe De Bernardi Martignoni chiede l’allontanamento del consigliere padano per l’intervento «offensivo e antidemocratico» e una sospensione per valutare la questione. Sospensione infine concessa dopo che anche il sindaco Nicola Mucci è sceso sui banchi della maggioranza per tranquillizzare gli ex alleati, ora compagni di partito.
Dopo la condanna di Trecate da parte dell’ufficio di presidenza, il Carroccio (peraltro orfano in questa seduta del suo uomo di punta, Matteo Ciampoli) cerca altri spunti di scontro: Roberto Borgo attacca il forzista Alessandro Petrone che aveva chiesto di «vigilare sulle manifestazioni organizzate dai licei di Gallarate», dopo l’ormai celebre episodio di Silvio Berlusconi inserito nella galleria fotografica dei peggiori dittatori della storia: «non posso condividere le frasi che dipingono il liceo come un covo di malfattori» attacca il leghista, spalleggiato dal Pd. Sarà che la città dei due galli non vuole sfigurare rispetto agli altri due grandi centri della provincia, anche se è ben nota la “anomalia gallaratese” che vede la Lega sui banchi dell’opposizione, critica verso l’amministrazione guidata da Nicola Mucci. Normale amministrazione, dunque, lo scontro feroce sul bilancio andato in scena subito dopo: le proposte di modifica targate Lega sono state tutte respinte. «I nostri emendamenti erano chiaramente provocatori» ammette infine candido Roberto Borgo. Un emendamento se la prendeva anche con Amsc, proponendo di ripianare le perdite della ex municipalizzata «per non ritrovarci un giorno nella situazione di certi comuni extrapadani, come Catania». L’ultimo scontro è quando, incidentalmente, si parla di Malpensa: la guerra d’attrito in fin dei conti ha poco a che fare con il locale e assai di più con gli equilibri nazionali.«I deputati del nostro territorio sono della Lega e della Lega è l’ex presidente della provincia che è andato a Roma per salvare Malpensa. Quando ci saranno parlamentari di Forza Italia– assicura il forzista Petrone -, il risultato sarà raggiunto».
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