I lavoratori del Comune: “No alle esternalizzazioni”
Approvate due mozioni dall'assemblea dei dipendenti comunali. Alla base delle preoccupazioni la possibilità che qualcuno possa essere trasferito dalla Gam ad una futura fondazione
Basta con le esternalizzazioni e riaprire le trattative con le organizzazioni sindacali. Sono le richieste che arrivano dalle Rsu del Comune di Gallarate al termine dell’assemblea svoltasi oggi, giovedì 16 aprile. I lavoratori e le lavoratrici hanno approvato all’unanimità due mozioni, una sulla ripresa della concertazione sulla contrattazione “bloccata unilateralmente dall’amministrazione dal mese di giugno 2008 al fine di tutelare diritti e salari”, l’altra sulla contrarietà alle esternalizzazioni ventilate dall’amministrazione comunale. Nel testo approvato dall’assemblea delle Rsu si legge: «In relazione alle intenzioni dell’amministrazione di esternalizzare alcuni uffici e servizi, esprimono preoccupazione per il progressivo smantellamento della “cosa” pubblica, con pesanti ricadute sui dipendenti e sui cittadini. A tal proposito, è bene rammentare che un servizio esternalizzato costa più di uno gestito direttamente; il servizio offerto raramente è migliore ed il privato, per garantirsi gli utili, finisce spesso per scaricare i costi sugli utenti, con conseguente aumento delle tariffe; i lavoratori impiegati, in genere sono sottopagati e sottoposti al ricatto del “licenziamento sempre possibile” (soprattutto quando si tratta di “precari” a vita) mentre si moltiplicano i consigli di amministrazione nei quali entrano a far parte gli amici degli amici con compensi esorbitanti – si legge nella nota diffusa da lavoratori e lavoratrici del Comune -. Consideriamo davvero inaccettabile il comportamento di questa amministrazione che convoca in privato i lavoratori, utilizzando metodi intimidatori, contravvenendo alle Leggi dello Stato, allo Statuto dei Lavoratori e al disposto contrattuale. I lavoratori e le lavoratrici esprimono seria preoccupazione per la frammentazione e la svendita di parte della cosa pubblica, dipendenti compresi, consapevoli che tale processo comporta, inevitabilmente, anche una riduzione della qualità del servizio erogato. Recita un vecchio proverbio “oggi a me, domani a te”. Ciò che oggi riguarda alcuni servizi, domani potrebbe riguardarne altri, perciò questi processi vanno bloccati ora, subito! Qualora l’amministrazione dovesse decidere di passare dalle “minacciose” intenzioni ai fatti, senza stipulare prima un accordo che tuteli il diritto dei dipendenti di scegliere se accettare o meno il trasferimento ed in ogni caso il mantenimento dei benefici economici e del posto di lavoro l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici del Comune di Gallarate demanda alle Rsu di indire immediatamente iniziative di mobilitazione».
Alla base delle preoccupazioni dei lavoratori c’è l’ipotesi che i dipendenti della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (a a caduta anche quelli di altri settori del Comune), una volta approvato lo statuto della fondazione che gestirà la struttura, passino nella nuova istituzione misto pubblico-privata con cambiamenti sostanziali del contratto, dal sistema pensionistico (potranno scegliere tra Inps o Inpdap) agli orari di lavoro fino a diritti e condizioni di licenziamento. L’amministrazione comunale non ha ancora deciso in via definitiva quale sarà il futuro di questi lavoratori né è stato approvato in commissione o in consiglio comunale alcun atto definitivo in questa direzione: il Comune ha chiesto ad un legale un parere per capire come muoversi in questa complessa partita: il consulente legale ha stabilito con un primo parere che il Comune può ricollocare i dipendenti in altri uffici, sulla scorta di una loro domanda, e che, sempre su richiesta degli interessati, l’ente può modificare il loro profilo professionale, sempre che i cambiamenti corrispondano ai bisogni del Comune, che si verifichi l’esistenza di posti vacanti e che siano rispettati i vincoli di bilancio. In assenza di tali circostanze i dipendenti verrebbero trasferiti obbligatoriamente al nuovo titolare delle attività, quindi alla Fondazione. Solo in un secondo momento l’amministrazione gallaratese spiega che sarà approntata una bozza che poi sarà sottoposta al parere dei sindacati e dei rappresentanti dei lavoratori. I cinque lavoratori interessati all’ipotetico passaggio dalla Gam alla fondazione sono stati informati della possibilità con una conferenza di servizio.
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