Il federalismo è legge dello stato
Il provvedimento è passato con 154 voti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Italia dei Valori, il Pd si è astenuto. L'Udc vota contro. L'entrata a regime è prevista in un periodo che va da cinque ai sette anni
Il federalismo diventa legge dello stato, il Senato ha dato il via libera. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Italia dei Valori. Il Pd si è astenuto e l’Udc ha votato contro. In tutto la norma è stata approvata da 154 voti, 87 gli astenuti e 6 i contrari.
L’intero provvedimento, comunque, non verrà subito applicato. Il governo ha due anni per emanare i decreti attuativi che riguarderanno l’armonizzazione dei sistemi di calcolo dei bilanci pubblici. Questo consentirà di valutare l’impatto reale della legge sulle casse dello Stato, di cui ora non c’è traccia. Successivamente saranno varati i decreti correttivi: la piena entrata a regime è stimata in un periodo che va dai cinque ai sette anni.
Per l’attuazione del federalismo fiscale è stata istituita una commissione parlamentare, composta da quindici senatori e da quindici deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati, su designazione dei gruppi parlamentari.
Le norme contenute nel provvedimento sono numerose e molto tecniche, fra i punti principali: maggiore libertà impositiva per le Autonomie locali, passaggio dalla spesa storica al costo standard, meccanismi di perequazione per garantire i territori più poveri. E poi istituzione di Roma Capitale e di altre otto città metropolitane nelle aree dei comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria; premi per gli enti virtuosi e sanzioni per quelli che non lo sono, patto di convergenza e armonizzazione dei bilanci. Ogni anno, infatti, in sede di Finanziaria, il Governo dovrà indicare lo stato dell’arte del passaggio ai costi e ai fabbisogni standard e stabilire azioni correttive per quelle amministrazioni in difficoltà.
Scontata nel passaggio alla camera del provvedimento l’esultanza del gruppo della Lega Nord, i senatori del Carroccio si sono alzati in piedi sventolando i loro distintivi fazzoletti verdi. Soddisfazione anche tra i banchi del governo dove ci sono stati abbracci e strette di mano con il leader leghista Umberto Bossi.
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