Il tribunale ha deciso, la Pro Patria è fallita
L'asta per la vendita della società dovrebbe essere fissata tra il 20 e il 25 aprile. Curatore fallimentare è stato nominato il dottor Luca Regalia. L'avvocato di Zoppo: "Stupisce la celerità"
Stupito per la celerità della procedura il legale che rappresenta l’ormai ex presidente della Pro Patria Giuseppe Zoppo: «Una velocità mai vista – commenta l’avvocato Francesco Vitale -. Eravamo rimasti con un rinvio e ci ritroviamo la mattina dopo con il fallimento sancito. Dal punto di vista giuridico andava valutata meglio la situazione economico-finanziaria, si parla di una srl». Tra il 20 ed il 25 aprile sarà aperta l’asta aperta per la vendita della società. La procedura ricalca quella adottata per il Pescara Calcio, altra società in crisi economica e fallita lo scorso dicembre 2008, a campionato in corso. Dopo un mese circa, il 20 gennaio, la squadra biancoazzurra venne messa all’asta con una base di vendita aziendale di 600 mila euro per l’acquisizione del club. In questa maniera la società ha potuto mantenere la categoria nella quale aveva cominciato il torneo. La stessa cosa che ci si augura possa accadere per i tigrotti. Il buco da ripianare ammonta a circa 2 milioni di euro, ai quali si devono sommare 180 mila euro dovuti a sette diversi creditori. Entro il 30 aprile devono essere pagati i contributi dovuti ai calciatori alla Covisoc, pena il rischio molto concreto di penalizzazione e retrocessione, ma è possibile che possa arrivare una deroga visto il fallimento dichiarato dal tribunale di Busto Arsizio. All’asta possono partecipare tutti gli interessati, quindi sia la tanto decantata cordata che da mesi lavora nell’ombra sia altri imprenditori interessati all’acquisto di una società e una squadra prima in classifica in Lega Pro, in pole position per la lotta per la promozione in serie B.
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