Mancano i soldi, “studenti: adottate un’aula”
Le scuole di ogni ordine e grado inventano modi per reperire fondi. Si attendono dal ministero trasferimenti arretrati di oltre tre anni e i dirigenti fanno quadrare i bilanci come possono
Se negli anni ’70 lo slogan degli studenti era "La fantasia al potere" oggi a fregiarsi di questa onorevole aspirazione sono i presidi delle scuole che, in parte, sono anche figli di quegli anni di lotte studentesche.Il motivo non è ideologico ma contingente: lo Stato deve alle scuole di Busto Arsizio (dagli istituti comprensivi alle superiori) una cifra che sfiora i 2 milioni di euro. Dopo il liceo di Luino anche Busto denuncia mancati trasferimenti che i dirigenti scolastici stanno cercando di tamponare in ogni modo grazie, spesso, alla collaborazione e alla generosità di istituzioni locali e genitori degli studenti.
A volte sono gli studenti stessi che collaborano alla manutenzione come nel caso del liceo artistico dove grazie al progetto lanciato dal preside Andrea Monteduro "Adotta un’aula" oltre il 50% delle classi ne ha adottata una e ne cura la manutenzione ordinaria imbiancando o avviando progetti artistici per ridipingere le pareti: «Si tratta di uno dei tanti esempi che si potrebbero fare – racconta il preside insieme ad altri dirigenti scolastici intervenuti questa mattina, giovedì 9 aprile nella sede del liceo in via Manara – il residuo degli ultimi anni solo per la nostra scuola è di circa 235 mila euro». I numeri sono impressionanti anche per gli altri istituti e si passa dai 60 mila dell’istituto comprensivo Crespi ai 290 mila dell’Isis Facchinetti. Eugenia Bolis, dirigente del liceo Classico Crespi, denuncia l’aumento dei mancati trasferimenti negli ultimi anni che, però, continuano a mancare da alcuni anni. I dirigenti le trovano tutte per cercare di far quadrare i conti a partire dall’iniziativa del liceo artistico: «non c’è nessuna volontà di diminuire i servizi – spiega Gianni Pagano – ma lo Stato deve assolutamente dirci cosa intende fare di questi crediti. Siamo arrivati al punto di inserire nel bando per la gestione del bar della scuola un contributo della ditta vincitrice per la scuola».
E i contributi dalle famiglie, dalle istituzioni, dagli sponsor arrivano anche se in misura non eguale ai crediti dallo Stato. «E’ impossibile coprire tutte queste spese – sottolinea Monteduro – ma non teniamo botta con le unghie e con i denti e continueremo ad ampliare l’offerta formativa». In alcuni casi il Ministero dell’Istruzione cancella con una circolare i crediti delle scuole come i 40 mila euro che avanzava una scuola di Busto nel 2004 e che d’un tratto il ministero ha deciso di non erogare più. I dirigenti scolastici, infine, ringraziano la mobilitazione dei deputati del territorio. Marco Reguzzoni della Lega ha presentato un’interrogazione orale alla Camera denunciando gli ammanchi mentre il deputato del Pd Daniele Marantelli sta facendo altrettanto. Alla conferenza stampa di questa mattina hanno partecipato anche l’assessore Ivo Azzimonti e la consigliera comunale Erika D’Adda.
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