Arrivi pericolosi, oggi dico la mia
Dopo la protesta dei corridori a Milano, anche nella tappa di Pinerolo non sono mancati i tratti pericolosi. Ma la commissione tecnica che fa?
Rimango due giorni lontano dal Giro e guarda cosa succede. Domenica il gruppo ha in un certo senso scioperato, con Di Luca in maglia rosa che ha letto un comunicato a nome di tutti per protestare contro la pericolosità di alcune situazioni.Personalmente mi sento ancora un po’ corridore e capisco le cause che hanno portato a questo gesto: l’arrivo austriaco di Mayrhofen era effettivamente rischioso, la terribile caduta di Horrillo, le automobili parcheggiate sul circuito di Milano e mal segnalate sono tutti buoni motivi per alzare un po’ la voce. Certo che poi come spesso accade non è stata del tutto rispettata la decisione presa: ci si era accordati per “annullare” l’arrivo e invece qualcuno ha iniziato ad andare a tutta velocità negli ultimi 3 o 4 giri per concludere con uno sprint.
Oggi siamo arrivati a Pinerolo e anche in questo caso non si può dire che l’ultimo tratto sia stato molto semplice. Abbiamo trovato una discesa ripida e impegnativa, un’area pedonale in centro città, un punto molto stretto. Allora mi chiedo: a che serve alzare la voce? E soprattutto: chi dà i permessi per certi arrivi? Già, perché gli organizzatori possono disegnare la tappa come vogliono, ma c’è sempre una commissione tecnica che deve avallare i percorsi. Dopo aver visto così tanti punti pericolosi mi chiedo se questi signori escono effettivamente a visionare le strade o si accontentano del “sentito dire”. Altro che corridori fannulloni o senza coraggio.
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