Primo anno per il Polo Catastale “Ticino Malpensa”
Il catasto decentrato funziona ma rimane a corto di competenze. Aspesi: “Questo è vero federalismo, ora il governo dia risposte concrete”
Primo anno di attività per il polo catastale “Ticino Malpensa” di cui Cardano al Campo è Comune capofila. Il servizio funziona ma è un «compleanno con l’amaro in bocca», dato che il processo di decentramento delle competenze in materia catastale si è arenato da un punto di vista legislativo.
I dati del periodo aprile 2008-aprile 2009 sono comunque decisamente confortanti: in 247 giorni di apertura, lo sportello di via Matteotti ha accolto 1268 utenti (oltre 5 al giorno) che hanno svolto in tutto 2038 pratiche catastali. Lo sportello viene apprezzato nei Comuni del Polo Ticino Malpensa (oltre a Cardano, Arsago Seprio, Castrate Sempione, Cavaria con Premezzo, Golasecca, Samarate e Sesto Calende) ma anche oltre: il 22,16% degli utenti proviene da Comuni della provincia fuori Polo, mentre l’1,58% addirittura da fuori provincia di Varese, dato che allo sportello di via Matteotti si possono richiedere documenti catastali relativi all’intero territorio nazionale.
Per ora si possono richiedere soltanto visure, estratti di mappa, fogli di osservazione e piccole rettifiche e correzioni. «I servizi offerti hanno riscosso unanimi consensi, sia per la qualità offerta che per la dislocazione ottimale dello sportello – spiega l’assessore all’urbanistica Enrico Tomasini – ma c’è grande rincrescimento per non aver potuto sviluppare appieno le potenzialità del Polo. Oggi si possono fornire solamente servizi di primo livello, come già si faceva ai tempi dello sportello decentrato in Comune (che rimaneva aperto una volta alla settimana), mentre le incertezze legislative hanno bloccato la possibilità di accedere al secondo e al terzo livello, che sono quei servizi complessi che costringono oggi un cittadino a rivolgersi ad un professionista e a recarsi all’Agenzia del Territorio di Varese. Siamo in un limbo e non riusciamo nemmeno ad interloquire con il governo per chiedere che vengano mantenuti gli impegni di un vero decentramento ai Comuni delle funzioni catastali». Il limbo si è creato in seguito ad un ricorso al Tar promosso da alcune “lobby” del settore: inizialmente accolto, è stato successivamente respinto dal Consiglio di Stato creando però una situazione di stallo che richiederebbe «un intervento legislativo del Parlamento – sottolinea il direttore generale del Comune di Cardano al Campo Matteo Bottari – l’anagrafe del territorio è un pilastro del federalismo e non può sfuggire ai Comuni. Solo con un catasto efficiente si potrà avere un fisco più equo». Per il sindaco Mario Aspesi «il decentramento del catasto è uno strumento per realizzare quello che molti chiamano federalismo ma che in realtà è maggior responsabilità per gli enti locali, dato che il Comune è l’ente più appropriato per occuparsi dell’anagrafe del territorio, che è il catasto. Il decentramento è una piccola riforma che trova sulla sua strada ostacoli apparentemente insormontabili, ma non molleremo chiedendo coerenza a chi predica il federa
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