Progetto ex cava: “Non è una priorità per la città”
Nota di Milena Melato, coordinatrice PdL Cardano al Campo
Riceviamo e pubblichiamo
L’oasi non è una priorità e sulla sicurezza c’è poco da essere trionfalistici: il PdL mette i suoi puntini sulle “i” dopo aver letto cose dell’altro mondo sui giornali in questi giorni.
Innanzitutto si è tornato a parlare dell’oasi naturale all’ex cava. Nel progetto da 1,6 milioni di euro presentato in Regione si parla di un ostello destinato al turismo al posto dell’attuale fabbricato dimesso e della riqualificazione solo parziale dell’area dell’ex cava che rimarrà per larghi tratti inaccessibile per motivi di sicurezza. Un bel progetto ma non vediamo quali siano le effettive ricadute a beneficio dei cittadini cardanesi: l’impressione è di avere di fronte un altro fiore all’occhiello che i nostri amministratori potranno appuntarsi, a spese dei contribuenti cardanesi.
Senza contare che sotto l’aspetto economico il dubbio che il Comune di Cardano dovrà ancora mettere mano al proprio bilancio è più che legittimo: anche ammettendo che la Regione Lombardia possa giudicare valido e degno d’interesse il progetto messo a punto dal Comune di Cardano al Campo e dal Parco del Ticino, ci sembra alquanto improbabile pensare che nella ripartizione del fondo complessivo messo a disposizione la quantità effettiva di finanziamenti erogati possa coprire il 50% delle spese ammissibili. Dei 700-800mila euro a cui Cardano potrebbe potenzialmente aspirare, è ragionevole pensare che la Regione possa concedere un contributo che non coprirà interamente quella cifra. Il resto, per sintetizzare, dovrà mettercelo il Comune di Cardano al Campo, reperendo risorse dai bilanci sempre più stringati degli ultimi esercizi. In poche parole, il recupero dell’ex cava costerà ai contribuenti cardanesi sicuramente ben più degli oltre 500mila euro già sborsati per l’acquisizione dell’area (e ribadiamo che, viste le condizioni di degrado e insicurezza in cui versa la ex cava, riteniamo la spesa dell’amministrazione eccessivamente generosa per il valore effettivo di quell’area). Senza togliere che i 280mila euro di compensazioni ambientali erogati dalla Provincia per la SP28 sono soldi che sarebbero potuti servire per progetti di vera compensazione rispetto alle aree interessate dalla nuova strada in corso di costruzione.
A partire da queste considerazioni ci chiediamo, ancora una volta: ne vale la pena? Non ci sono forse priorità d’intervento più urgenti rispetto all’ennesima opera faraonica, di grande prestigio e visibilità all’esterno del Comune ma di scarsissimo, per non dire quasi nullo, impatto sui cittadini cardanesi? In un momento di ristrettezza finanziaria per gli enti locali come quello attuale, in attesa che il federalismo fiscale varato dal governo di centrodestra possa finalmente far sentire i propri benefici sui bilanci comunali, continuiamo a ritenere che sia giunta l’ora delle spese oculate e della parsimonia negli investimenti pubblici, soprattutto in una realtà come Cardano che con l’esperienza fallimentare della scuola materna steineriana ha “già dato”. C’è l’emergenza asilo da risolvere, ci sono le strade e le fognature da sistemare, ci sono tante piccole e grandi esigenze che meritano la precedenza rispetto ad un progetto, come quello dell’oasi, che potrà essere tranquillamente riproposto quando le condizioni economiche del bilancio comunale lo permetteranno, dato che la ex cava può restare senza problemi al suo posto ancora per qualche anno.
Leggiamo inoltre sulla stampa locale le bizzarre dichiarazioni rilasciate dal segretario della Lega Nord di Gallarate che giudica Cardano migliore di Gallarate in fatto di interventi sulla sicurezza, solo perché le videocamere cardanesi sarebbero costate 3mila euro l’una in meno di quelle gallaratesi. Sarebbe semplice rispondergli di farsi un giro a Cardano, per vedere quanto l’impianto di videosorveglianza sia del tutto insufficiente rispetto alle esigenze del paese e quanto il Comune debba rincorrere rispetto ai passi avanti fatti in questi anni dalle amministrazioni dei Comuni limitrofi. Ma anche stando al ragionamento che fa il segretario della Lega di Gallarate, vorremmo invitarlo a fare i calcoli in modo meno approssimativo: il maggior costo delle videocamere di Gallarate probabilmente è dettato, da un lato, dal fatto che il maxi-appalto del Comune di Gallarate avrà potuto godere di un minor ribasso d’asta per via del numero inferiore di società in grado di gestire un impianto così imponente come quello di Gallarate, e dall’altro lato dal fatto che quattro delle otto videocamere installate a Cardano solo fisse, il cui costo è chiaramente inferiore a quello delle videocamere rotanti, che a Cardano sono solamente tre.
Vorremmo infine ricordare che le otto videocamere presenti sul territorio di Cardano sono comparse soltanto dopo anni di battaglie e di pressanti e ripetute richieste fatte dal gruppo di Forza Italia, oggi confluito nel PdL, nonché del voto dei cittadini cardanesi (esasperati) in occasione del bilancio partecipativo del 2007, senza citare i clamorosi omicidi che negli anni passati hanno macchiato l’immagine della città. La sicurezza a Cardano è sempre stata considerata l’ultima ruota del carro dell’amministrazione comunale, quasi non fosse un tema degno di attenzione: la sonnolenta amministrazione Aspesi si è mobilitata in questo ambito solo dopo l’esplosione del malcontento popolare, dimostrato dalle risposte ai questionari sulla sicurezza somministrati ai cittadini cardanesi nei gazebo di Forza Italia ma anche, per citare un solo esempio, dalle proteste dei cittadini di via Seprio costretti a convivere con i clandestini abusivi.
Milena Melato
Coordinatrice PdL Cardano al Campo
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