Referendum un flop. Al voto solo il 23%
I cittadini che si sono recati alle urne si sono espressi per il si ma a vincere sono gli elettori che non sono andati a votare. La Lega parla di vittoria personale, ma un po' tutti i partiti sono contenti del risultato
Referendum ko. La stragrande maggioranza dei cittadini che si sono recati alle urne si sono espressi per il si ma a vincere sono gli elettori che non sono andati a votare. Con un’affluenza vicina al 22,5% per i primi due quesiti, e del 23% per il terzo, il referendum è da considerarsi nullo. Non è stata infatti superata la soglia del 50% necessaria per convalidare la consultazione popolare. Esultano tutti i partiti che si erano impegnati per raggiungere questo risultato, Lega Nord e Udc in testa.
Fallisce così il referendum per l’abrogazione della legge elettorale scritta da Roberto Calderoli, un risultato, per la verità, considerato alla vigilia delle elezioni ampiamente prevedibile.
Festeggiano i piccoli partiti insieme all’Udc che vedono allontanarsi il rischio di un’ulteriore barriera per l’ingresso alla rappresentanza parlamentare. Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini parla di «misero fallimento» che dimostra come «il bipartitismo è stato bocciato».
Festeggia la Lega Nord che da un esito positivo della consultazione avrebbe visto il proprio peso politico nei confronti del Pdl seriamente minacciato. «Messa come l’avevano messa, il risultato del referendum è una nostra vittoria» ha detto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. «Per come era stato fatto – ha aggiunto – questo referendum era stato concepito per cercare di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una vittoria della Lega»
Risultato positivo anche per l’Italia dei Valori che vedeva nel referendum il rischio di «uno strapotere nelle mani di Berlusconi».
Atteggiamento neutro dal Partito Democratico che aveva sostenuto il si ma senza troppa convinzione. Massimo D’Alema dichiara comunque che «si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento perchè questa legge elettorale è pessima».
Gli unici a rammaricarsi del risultato sembrano essere il comitato promotore del referendum, guidato da Segni e Guzzetta, e il Pdl. Quest’ultimo in particolare sarebbe stato probabilmente il partito che più avrebbe tratto vantaggio dalla vittoria dei si essendo la formazione politica che, attualmente, annovera la maggior percentuale di consensi. Non è stupito della scarsa affluenza alle urne per il referendum il Presidente della Camera Gianfranco Fini che ha definito i quesiti «troppo tecnici».
Nessuna sorpresa neanche da parte di Emma Bonino: «Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum se tutti i media erano orientati al non raggiungimento del quorum?»
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