C’è un fantasma al Teatro Sociale
Tutte le mattine dei giorni dispari della settimana viene depositato un mucchietto di sale davanti alla porta degli uffici
Ogni luogo storico che si rispetti ha il suo fantasma, più o meno famoso, dal Regno Unito all’Italia. La residenza reale di Windsor Castle vede aggirarsi tra le sue sale lo spettro della regina Elisabetta I. Blickling Hall, enorme dimora giacobiana nella campagna inglese del Norfolk, è abitato dallo spirito di Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII. A Pisa, nella torre della Muta, è rimasta l’anima di uno dei più noti personaggi danteschi: il conte Ugolino degli Uberti. Così come la bella Francesca da Rimini, protagonista del canto V dell’Inferno, sembra non aver mai voluto abbandonare il suo amato castello di Gradara. E l’ottocentesco teatro Sociale di Busto Arsizio, che ha visto passare tra le sue mura grandi attori e protagonisti della drammaturgia italiana come Filippo Tommaso Marinetti, Paola Borboni, Anna Magnani e Vittorio De Sica? Anche in queste sale, ideate dall’architetto milanese Achille Sfondrini, ha fatto, finalmente, la sua comparsa una presenza paranormale.
La notizia è di questi giorni. Nella struttura di piazza Plebiscito si è, infatti, palesato «o Munaciello delle saline». Nei giorni feriali dispari, da venerdì 3 luglio e con qualsiasi condizione atmosferica (anche sotto la pioggia battente), questo spiritello burlone spande, davanti alla porta di ingresso degli uffici, manciate di sale, fino o grosso.
Ma come hanno preso la notizia al teatro Sociale? «Sono molto contenta che la nostra sala abbia, finalmente, un fantasma –ha dichiarato Delia Cajelli-. D’altra parte, un teatro, come diceva Louis Jouvet, è la casa degli spiriti. Attendo ansiosa la materializzazione di questo spiritello per organizzargli una grande festa al ridotto “Luigi Pirandello”».
«Secondo medium da me interpellati, che hanno avuto modo di ascoltare gli studiosi di fantasmi Luigi Pirandello ed Edoardo De Filippo – afferma ancora la direttrice artistica della sala di piazza Plebiscito-, il nostro spiritello dovrebbe essere di epoca antecedente alla fondazione del teatro. Potrebbe avere addirittura origini romane ed aver fatto il suo debutto come insalinatore a Cartagine, quando la città fu completamente rasa al suolo. Attualmente, si accontenta di gettare sale davanti alle porte dei nostri uffici. Non riusciamo a capire il motivo di questa sua strana abitudine. Secondo una vecchia tradizione, il sale tiene lontani i guai. Il nostro spiritello, quindi, deve essere davvero un burlone dallo spirito buono, oltre che un amante della cabala».
Che si creda o meno ai fantasmi, al teatro Sociale di Busto Arsizio tutte le mattine dei giorni dispari della settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) viene depositato un mucchietto di sale davanti alla porta degli uffici. In attesa di scoprire il significato del gesto (forse una previsione metereologica sul prossimo inverno?) o di veder arrivare in piazza Plebiscito una simpatica squadra di ghostbusters, nel vecchio edificio che vollero i conti Durini ci si ricorda che «l’umorismo è il sale della vita».
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