Dopo l’estate la crisi morderà: “Fondo inadeguato, servono risposte più consistenti”

Il Pd chiede di aumentare subito l'importo del fondo destinato al sostegno delle famiglie in difficoltà: "intervento tardivo e inadeguato, la metà di quanto avevamo proposto noi".




Cosa accadrà a settembre e a ottobre, quando si esauriranno gli ammortizzatori sociali e migliaia di lavoratori rimarranno senza tutele? A pochi giorni dalla presentazione del “pacchetto anticrisi” varato dall’Amministrazione, il Pd gallaratese richiama ad un maggiore impegno: «I tempi e la sostanza del provvedimento – precisa Giovanni Pignataro, segretario cittadino dei democratici – sono del tutto inadeguati ai numeri della crisi» in Provincia di Varese. Numeri che parlano di una autentica esplosione delle ore di cassa integrazione ordinaria, già a partire dalla seconda metà dell’anno passato. Subito dopo l’estate, dunque, centinaia di lavoratori che oggi sono protetti dalla CIG resteranno a casa senza alcuna protezione. 

Il Pd ha accolto positivamente il varo del fondo, che riprende alcune delle proposte fatte dai del centrosinistra nei mesi scorsi. Ma il problema, per i democratici, è legato ai tempi e all’entità complessiva degli interventi: «Il fondo dell’Amministrazione è la metà (250mila Euro) di quello che noi avevamo proposto a febbraio: ci sono voluti cinque mesi in più per dare una risposta limitata rispetto alle esigenze» spiega Angelo Senaldi, che ha ricordato il lungo percorso che ha portato fino al provvedimento attuale. Il Pd aveva infatti promosso prima una mozione (approvata) che chiedeva un intervento del Comune per fronteggiare la crisi, ma si era vista bocciare poi la proposta del fondo da 500mila Euro finanziato con mutui (approfittando dei tassi favorevoli) e con il risparmio in altre voci di spesa. «Già allora 500mila Euro non sarebbero stati abbastanza, ma era il massimo che si poteva fare.L’intervento di oggi va nella stesa direzione: perché allora il voto contrario della maggioranza sulla nostra proposta? E’ stato un voto politico, alla faccia degli interessi dei cittadini». Non manca qualche perplessità, per così dire, “tecnica”: «150mila Euro – spiega Marco Casillo – sono destinati al sostegno delle famiglie che hanno contratto mutui: che tipo di rimborso sarà richiesto? Con quali tempi? E’ come se si proponesse un mutuo senza indicare le condizioni». In più, complice la chiusura agostana degli uffici e lo stop della politica, si rischia che i primi finanziamenti arrivino alle famiglie gallaratesi alla fine dell’estate. 

«La crisi non è la priorità dell’Amministrazione. Per il Pd invece la priorità è la vicinanza ai lavoratori e agli imprenditori in difficioltà» conclude Pignataro. Ma c’è ancora tempo per tornare sulla buona strada: almeno aumentiamo il fondo a 500mila Euro, coinvolgendo la minoranza nella gestione» conclude Pignataro. I democratici si aspettano che la variazione di bilancio di luglio sia l’occasione per rimpolpare un po’ il fondo. Ma non solo: «Vorremmo porre anche la questione del patto di stabilità, che limita molto la capacità di rispondere all’emergenza attuale» spiega Angelo Senaldi. «Il governo regionale e nazionale non stanno facendo nulla su questo fronte: se si cambiano le regole a dicembre, quando i bilanci sono già fatti, non servirà a nulla». Gallarate potrebbe avere un ruolo nel ridefinire le regole, visto che da tempo anche il sindaco Nicola Mucci sostiene la necessità di ripensare il patto di stabilità su nuove basi. «Vorremmo dunque un segnale chiaro dalla maggioranza».




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Pubblicato il 04 Luglio 2009
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