Ecco l’anagrafe dei bisogni, uno strumento per razionalizzare gli aiuti
Lo strumento realizzato con la collaborazione della società Infoci@ e delle associazioni del terzo settore servirà a classificare e gestire le persone che hanno bisogno di contributi
L’anagrafe dei bisogni è una realtà. A Gallarate l’assessorato ai Servizi Sociali in collaborazione con la società Infoci@ ha realizzato il tanto agognato strumento che servirà a classificare e gestire con maggior razionalità le persone che hanno bisogno di contributi e aiuti dall’amministrazione pubblica. Uno strumento innovativo, costruito in stretto contatto con le
associazioni del terzo settore, che eviterà disguidi, erogazioni di fondi sbagliate o nei confronti di chi non ne ha realmente bisogno: «Con l’anagrafe dei bisogni si minimizzerà l’”effetto furbetti” – commenta il sindaco gallaratese Nicola Mucci, affiancato dall’assessore Giovanni Roberto Bongini -. Aiuteremo chi ha realmente bisogno senza che nessuno abbia più la possibilità di barare, con un’equa ripartizione delle risorse: non ci saranno più soggetti ai quali si dà tanto e altri ai quali si dà meno di quanto gli spetta. Nessuno sarà più escluso dal sistema: raggiungiamo un importante obiettivo programmatico aiutando chi manifesterà la volontà di essere reinserita nel tessuto sociale e lavorativo, senza più sperperi». Nell’anagrafe dei bisogni saranno classificati tutti i cittadini che dal 2006 in avanti hanno usufruito di aiuti erogati dall’amministrazione comunale divisi per dati anagrafici, contributi ottenuti da parte del Comune e dalle associazioni del terzo settore, stato economico e abitativo del richiedente: una sorta di scheda personale che analizza e classifica chi ha bisogno in città, offrendo uno strumento per decidere come e a chi destinare i fondi a disposizione dell’assessorato ai Servizi Sociali (circa 9 milioni di euro all’anno). In questi quattro anni sono stati circa 1630 i gallaratesi che hanno usufruito di aiuti da parte del Comune e all’anno sono circa 200/230 i soggetti che avanzano richieste di contributi, ma il dato è difficile da analizzare anche e soprattutto perché sono numerosi varianti ed enti associativi che danno aiuto. Il servizio sarà ad uso esclusivo dell’amministrazione comunale nel pieno rispetto della privacy. Con il terzo settore è stato aperto un tavolo che ogni sei mesi darà un quadro complessivo della situazione.
associazioni del terzo settore, che eviterà disguidi, erogazioni di fondi sbagliate o nei confronti di chi non ne ha realmente bisogno: «Con l’anagrafe dei bisogni si minimizzerà l’”effetto furbetti” – commenta il sindaco gallaratese Nicola Mucci, affiancato dall’assessore Giovanni Roberto Bongini -. Aiuteremo chi ha realmente bisogno senza che nessuno abbia più la possibilità di barare, con un’equa ripartizione delle risorse: non ci saranno più soggetti ai quali si dà tanto e altri ai quali si dà meno di quanto gli spetta. Nessuno sarà più escluso dal sistema: raggiungiamo un importante obiettivo programmatico aiutando chi manifesterà la volontà di essere reinserita nel tessuto sociale e lavorativo, senza più sperperi». Nell’anagrafe dei bisogni saranno classificati tutti i cittadini che dal 2006 in avanti hanno usufruito di aiuti erogati dall’amministrazione comunale divisi per dati anagrafici, contributi ottenuti da parte del Comune e dalle associazioni del terzo settore, stato economico e abitativo del richiedente: una sorta di scheda personale che analizza e classifica chi ha bisogno in città, offrendo uno strumento per decidere come e a chi destinare i fondi a disposizione dell’assessorato ai Servizi Sociali (circa 9 milioni di euro all’anno). In questi quattro anni sono stati circa 1630 i gallaratesi che hanno usufruito di aiuti da parte del Comune e all’anno sono circa 200/230 i soggetti che avanzano richieste di contributi, ma il dato è difficile da analizzare anche e soprattutto perché sono numerosi varianti ed enti associativi che danno aiuto. Il servizio sarà ad uso esclusivo dell’amministrazione comunale nel pieno rispetto della privacy. Con il terzo settore è stato aperto un tavolo che ogni sei mesi darà un quadro complessivo della situazione.TAG ARTICOLO
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