La bonifica dell’ex Bianchi diventa un caso da manuale
Durante un convegno organizzato da Provincia di Milano e Università di Milano e Roma il caso della fabbrica chimica rhodense è stato indicato come esemplare per la messa in sicurezza delle acque di falda
Durante le giornate del 20, 21, 27 e 28 Maggio 2009
Nella giornata del 28 Maggio, dedicata ai “Casi di studio nazionali e internazionali”,
Durante tale Sessione dei lavori sono stati presentati gli interventi di bonifica ambientale e di messa in sicurezza delle acque di falda attivati nel sito da parte dell’Amministrazione Comunale di Rho, nello specifico dall’Ufficio Ecologia e Tutela Ambientale. Fa parte di questo Ufficio la relatrice, la dott.ssa Angela Garavaglia, che ha avuto il compito di presentare le azioni realizzate a livello comunale.
I relatori dell’Università degli Studi di Roma “
Il Corso, che ha avuto il Patrocinio dell’Ordine dei Geologi della Lombardia, è stato preceduto da diverse iniziative congiunte di studio, di ricerca e di divulgazione, anche attraverso l’organizzazione di importanti convegni internazionali (TRANSIT 2006 e CONSOIL 2008).
Il caso della ex Chimica Bianchi di Rho risulta particolarmente interessante per alcuni aspetti di tipo tecnico-metodologico; in particolare, per i processi di biorisanamento anaerobico in situ, visto che in Italia appaiono ancora prevalenti, interventi di bonifica basati su tecnologie ex situ, come scavo e smaltimento per i suoli e Pump and Treat (P&T) per le acque. Nel nostro Paese l’uso di tecnologie in situ resta minoritario, come pure altre tecnologie avanzate, per motivi riconducibili a difficoltà normative e a una mancata confidenza da parte sia del Pubblico che del Privato. Il caso del Comune di Rho è stato considerato eccellente anche da questo punto di vista, tanto che il Corso si rivolgeva a geologi, ingegneri, biologi, chimici, laureati in Scienze Ambientali e Scienze Naturali e a tecnici che operano nello specifico settore della bonifica dei siti inquinati, sia appartenenti alla Pubblica Amministrazione che alle imprese del settore o liberi professionisti
La progettazione e i lavori realizzati, aggiudicati con appalto pubblico e conclusisi in data 15.07.2007, includono 18 pozzi, di cui
Nel mese di Maggio 2009, inoltre, è stata sottoscritta una convenzione con ARPA Lombardia e con Università degli Studi di Milano Bicocca per il monitoraggio delle acque di falda a valle del sito, attraverso la realizzazione di tre campagne di monitoraggio e l’esecuzione delle indagini analitiche previste dal Piano di Caratterizzazione approvato dalla Regione Lombardia. In seguito verrà redatto il progetto operativo degli interventi di bonifica/messa in sicurezza delle sorgenti di contaminazione individuate nell’area. In questi ultimi anni, del resto, il Comune di Rho, ha sempre collaborato con Regione, Provincia ed ARPA, avviando gli interventi per la messa in sicurezza della falda e la caratterizzazione dell’area.
Questi, in sintesi, gli elementi caratterizzanti gli interventi portati a termine dal Comune di Rho: investimenti importanti; rispetto dei tempi di realizzazione (per ogni fase, è stato necessario seguire sia l’iter procedurale tecnico-amministrativo previsto dalla normativa ambientale, con convocazione delle Conferenze dei Servizi per l’approvazione delle varie fasi di progettazione, sia l’iter procedurale previsto dalla normativa in materia di appalti pubblici, per poter procedere all’affidamento dei lavori); rilascio delle autorizzazioni necessarie (allo scarico per gli impianti di trattamento, allacciamenti utenze e simili).
L’Assessore all’Ambiente del Comune di Rho, Egidio Sfondrini, commenta con soddisfazione i risultati ottenuti:
«E’ sempre motivo di orgoglio poter constatare quali competenze spesso si celino dietro il lavoro apparentemente quotidiano e normale degli operatori dei nostri uffici. Nel caso della bonifica dell’ex area Bianchi, ad esempio, gli interventi messi in atto dal personale del Comune si sono rivelati una punta di eccellenza nel panorama nazionale e internazionale, al punto di essere considerati un caso di studio da proporre come best practice non solo ad altre Amministrazioni pubbliche, ma anche a realtà private e al mondo accademico. Riconoscimenti come questi delle competenze e delle capacità del nostro personale e del lavoro svolto sono molto graditi e ci confermano nella volontà di rendere sempre più valido, dal punto di vista qualitativo, il lavoro dei nostri tecnici e di tutti gli uffici coinvolti nei diversi progetti sul territorio».
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