Obama, la sfida più grande: “Riforma sanitaria entro 2009”
A mettere i bastoni tra le ruote al progetto presidenziale potrebbe però essere il congresso, dove i repubblicani sono assolutamente contrari e anche tra i democratici serpeggia qualche dubbio
A tentare di riformare il sistema sanitario americano ci hanno provato numerosi presidenti e uomini politici, senza riuscire a scalfire in alcun modo il mondo della sanità, che in America si fonda sulle assicurazioni private.
Ora Barack Obama rilancia la sfida, quella che si annuncia come la più ambiziosa della sua presidenza. «Entro il 2009 arriverà la riforma – ha annunciato il presidente durante una conferenza stampa in prima serata -. Un’operazione essenziale per il salvataggio dell’economia: senza questa riforma si rischia di sbancare il bilancio federale, il prezzo del non far nulla è troppo alto».
A mettere i bastoni tra le ruote al progetto di Obama potrebbe però essere il congresso, dove i repubblicani sono assolutamente contrari e anche tra i democratici serpeggia qualche dubbio. La preoccupazione più grossa è la copertura finanziaria che l’operazione comporterebbe.
Secondo Obama è possibile evitare questo problema usando meglio i fondi già disponibili (coprendo due terzi delle spese) e tassando i più ricchi (il terzo mancante dei costi).
Il presidente Usa ha ribadito che la riforma non dovrà essere pagata dalla classe media, un’altra sua promessa elettorale.
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