Tempi d’attesa, il tormentone del Circolo
A cinque mesi dall'allarme su tempi biblici per alcuni esami siamo tornati a vedere se è migliorata la situazione. E abbiamo fatto scoperte interessanti
«Una visita cardiologica con elettrocardiogramma? Torni tra nove mesi». Così scrivevamo il 17 febbraio scorso.Siamo tornati a spulciare tra i tempi d’attesa dell’ospedale di Circolo per scoprire che nulla si è mosso nell’attesa di una vista cardiologica all’Ospedale di Circolo (270 gg,) anche se si sono ridotti i tempi di alcuni esami strumentali cardiologici, quali l’holter (oggi a 59 gg) , il test da sforzo (143 gg) e l’ecografia cardiaca (196g).
La cardiologia e la neurologia, sono sicuramente sulla lista nera dell’Azienda sanitaria che ha richiamato Villa Tamagno a un maggior rispetto dei tempi, oltre alla mammografia che all’Ospedale di Circolo ha tempi superiori all’anno: «Ma il primo accesso all’esame mammografico- sostiene Bergamaschi – è garantito all’Ospedale Del Ponte in pochi giorni: quello è il presidio oggi deputato sia all’attività di screening che ai primi accessi. All’Ospedale di Circolo l’attività mammografica è invece prevalentemente orientata a quelle pazienti che dopo la visita senologica richiedono un approfondimento diagnostico. Per queste pazienti esistono agende dedicate che garantiscono mammografia ed ecografia in tempi brevi perché è essenziale arrivare in breve a una diagnosi. Dobbiamo capire che il tempo di attesa non è una variabile assoluta ma relativa alla condizione e alla motivazione clinica per cui quell’esame viene svolto».
Il sistema porterebbe ad un modello di definizione delle priorità con una classificazione più appropriata del primo accesso di visita. Per ridurre tempi eccessivi, comunque, in campo cardiologico è appena arrivata una nuova specialista mentre in altri reparti, dove esistono agende riservate, il direttore Bergamaschi intende lavorare per integrare meglio i diversi sistemi: « In area radiologica, per esempio, operiamo con agende che prevedono l’opera a pagamento extra degli operatori. Questo sistema, però, provoca delle saturazioni periodiche delle attese quando l’area "extra" scade. L’intenzione è quella di rendere stabile l’orario allungato, con un’organizzazione flessibile del personale che deciderà il primario del reparto. Tra le liste più esposte a rischio saturazione ci sono sicuramente eco e risonanza magnetica».
« Osservando i dati dell’ultimo semestre, confrontati con lo stesso periodo dell’anno scorso si notano dei miglioramenti in alcune aree ma ne restano altre che, invece, non registrano progressi e altre ancora, come quella cardiologica in cui i miglioramenti ottenuti non sono sufficienti. Quest’anno abbiamo dato molta enfasi al rispetto dei tempi di attesa negli obiettivi di ogni primario e ad alcuni dei nuovi dipartimenti è stato chiesto un maggior coinvolgimento per ottimizzare le domande dei pazienti esterni. Chi vive a contatto diretto con il paziente può infatti conoscere meglio quali sono i bisogni più sentiti e quindi dare risposte più mirate. Anche questo però, come nel caso del pronto soccorso, fa parte di una cultura organizzativa non semplice da affermare, che privilegia un sistema centrato sulla presa in carico ‘trasversale’ del paziente piuttosto che sui vari ‘compartimenti’ in cui si dividono le aree specialistiche».
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