«Il festival è nato per difendere i valori di libertà e Resistenza»
Singolare intervento del presidente della kermesse cinematografica, Marco Solari, che si è aperta mercoledì sera a Locarno
Alle ore 21:30 precise, scandite come sempre dal campanile che sovrasta Piazza Grande, si è aperta la 62esima edizione del Festival Internazionale del Film di Locarno: il più piccolo dei grandi festival e il più grande dei piccoli festival, come recitava uno slogan molto usato ancora poche edizioni addietro.Marco Solari, il Presidente, ha scelto di aprirla con un intervento in quattro lingue seguito da saluti in un altro paio, con le ultime parole pronunciate in un volenteroso giapponese, in omaggio alla retrospettiva “Manga impact”, voluta dal Direttore Fredèric Maire in collaborazione col Museo del Cinema di Torino e divenuta uno degli eventi più attesi di questo Festival, con oltre 130 proiezioni previste.
Solari ha però scelto, nel suo intervento di apertura, di usare toni che riportassero in primo piano i valori del cinema e del Festival, ricordando come Venezia sia stato il primo Festival del Cinema al mondo, nato in origine per propagandare, era il 1932, un’ideologia totalitaria; Locarno, nato otto anni dopo, fu il secondo e nacque per “difendere i valori di Resistenza e Libertà in cui noi crediamo”, ad alcuni è parso che Solari volesse tracciare paragoni, o proporre confronti, tra passato e presente, se lo ha fatto ha usato molta diplomazia anche se, a uno spettatore attento, potrebbe non essere sfuggito il fatto che nelle altre versioni linguistiche del discorso non si udisse la traduzione della parola “Resistenza”.
Dopo il Presidente è stata la volta del Direttore Maire che si è limitato a presentare il programma della serata, seguendo la tradizione che vuole che egli prenda spazio, nei prossimi giorni, per introdurre separatamente le diverse linee guida del Festival e delle rassegne, per presentare giurie e protagonisti.
Dopo il Presidente è stata la volta del Direttore Maire che si è limitato a presentare il programma della serata, seguendo la tradizione che vuole che egli prenda spazio, nei prossimi giorni, per introdurre separatamente le diverse linee guida del Festival e delle rassegne, per presentare giurie e protagonisti.
Per i dettagli dunque ci sarà tempo, si può però anticipare che il Festival di quest’anno, oltre alla nutrita rassegna di animazione giapponese, presenta alcune precise peculiarità: è un festival imperniato come non mai sui rapporti fra culture e sull’immigrazione, con tanto spazio per l’Italia, nonostante il Bel Paese sia quest’anno escluso dal concorso internazionale (non per scelta della direzione, hanno assicurato Maire e Solari in conferenza stampa il 16 luglio al Centro Culturale Svizzero di Milano): l’Italia ha tre pellicole in concorso ne “i cineasti del presente”, porta a casa un “Excellence Award” già assegnato a Toni Servillo ed è largamente presente nelle retrospettive.
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