La Tre Valli fa novanta
La prima edizione si disputò nel '19 e andò al milanese Bestetti. Le imprese di Bartali, Coppi e Merckx, i record di Motta e Saronni. Pochi i successi varesini
L’edizione 2009 della Tre Valli Varesine è la numero 89 della storia ma compie 90 anni: una cifra che già da sola è sufficiente a spiegare il perché questa corsa rappresenta il clou del calendario italiano nel mese di agosto. Se poi andiamo a scorrere l’albo d’oro dal 1919 in avanti abbiamo la conferma di quanto la Tre Valli sia gara di valore assoluto. Ripercorriamo quindi in breve la storia della classica di agosto, dedicata come è noto ad Alfredo Binda, il "trombettiere di Cittiglio" tre volte campione del Mondo.
BINDA E I MOSCHETTIERI DELLA VALCUVIA – Nei primi anni la Tre Valli fu disputata da corridori dilettanti. Il primo a vincere fu il milanese Bestetti seguito da lì a poco da due futuri campioni come Piemontesi (’22) e Ferrario (’24). I corridori locali però fecero di tutto per non sfigurare: nel ’23 vinse Brusatori di Busto, città che però allora era in provincia di Milano. Per un successo varesino doc bisogna quindi attendere Battista Visconti, detto "Baleur". Gemoniese di classe 1905 vinse nel 1928: gregario di Alfredo Binda fu uno dei "moschettieri della Valcuvia" con Albino Binda e Cattalani. Quest’ultimo non vinse mai la Tre Valli, Albino invece conquistò la corsa nel ’30, cosa mai riuscita al più celebre fratello che non potè annoverare nel palmares la gara a lui dedicata.
COPPI, BARTALI, MERCKX: LE LEGGENDE – Con il passare degli anni la Tre Valli è entrata nel mirino dei grandissimi interpreti del ciclismo. Bartali vinse nel ’38, dopo il suo primo Tour de France mentre Coppi ne conquistò ben tre. La prima arrivò nel ’41, la seconda nel ’48 (in volata su Bartali) e infine nel ’55, unica edizione corsa a cronometro, valida tra l’altro come ultima prova del campionato italiano vinto anche quello dall’Airone di Castellania. Passano gli anni fino alla gara del ’68 che è di diritto nella leggenda. Quell’anno Eddy Merckx venne a Varese per la prima volta con addosso la maglia iridata: inutile dire che dominò la corsa vincendo in solitaria.
MOTTA E SARONNI: I RECORD – I tre successi di Fausto Coppi sono stati superati in epoche diverse da due poker, quelli di Gianni Motta e Giuseppe Saronni. Il "biondino"ne infilò tre di seguito tra il ’65 e il ’67 tutte in maglia Molteni per poi completare il record nel ’70 su un podio che comprendeva nientemeno che Merckx (2°) e Gimondi (3°), forse il più prestigioso di sempre. Sul finire degli anni Settanta ecco spuntare la stella di Beppe Saronni, che a Varese fin da giovane si allenava per affinare le sue doti da velocista sulla pista di Masnago. Il campione nato a Turbigo e residente a Parabiago festeggiò la prima volta nel ’77, poi anticipò due volte Pierino Gavazzi (’79 e ’80) e fece poker a fine carriera con il successo del 1988.
LE PERLE DEI GRANDI – Detto dei miti e dei recordmen, non possiamo dimenticare dei tanti campioni che hanno stappato lo spumante sul podio della Tre Valli. Subito dopo la guerra Fiorenzo Magni mise la propria firma sull’albo d’oro, nel 1947. Poi fu la volta di Bevilacqua (’50), Defilippis (’53 e ’60), Nencini (’56). Marino Basso trionfò nel ’69 mentre Francesco Moser (già primo nel ’76) replicò l’impresa di Merckx vincendo nel 1978 con la maglia di campione del mondo. Lo squadrone Carrera non mancò all’appuntamento con Bontempi e Ghirotto mentre Gianni Bugno trionfò nel 1989. In tempi recenti invece si segnalano i successi di Davide Rebellin nel ’98 e Danilo Di Luca nel 2003.
IL TABU’ VARESINO – Sono pochissimi i profeti in patria capaci di conquistare la Tre Valli. Dopo i tempi eroici il primo grande successo è datato 1934, anno della vittoria del gorlese Severino Canavesi, primo in volata sui compagni di fuga. Nel 1962 c’è forse il successo più varesino di tutti, quello del besanese Giuseppe Fezzardi cresciuto nelle giovanili proprio con la S.C. Binda. Da quel momento ci fu una lunga serie di delusioni, con Panizza e soprattutto Contini a finire beffati troppo spesso sul traguardo di casa. A rompere il tabù ci pensò El Diablo, Claudio Chiappucci (foto), anch’egli "vittima" prima del ’94 di un paio di piazzamenti beffardi. Quella volta però il campione di Uboldo fece selezione sulla Ferrera e sul Sasso di Gavirate, rimase con il russo Bobrik e lo batté in volata sul cemento del velodromo Ganna. Infine ecco la doppietta storica di Stefano Garzelli, in cima all’erta di Campione d’Italia. Primo nel 2005 e nel 2006, il Garzo non vuole perdere l’occasione di fare il tris.
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