I poliziotti protestano a Busto e contestano la questura
Manifestazione del sindacato di polizia, (Silp Cgil, Siap Uil e Consap). Carenza di risorse, rinnovo del contratto e condizioni di lavoro "inaccettabili"
Continua la protesta del sindacato di polizia in tutta Italia. I tre segretari provinciali di Silp Cgil (Giorgio Saporiti), Siap Uil (Francesco Cianci) e Consap (Francesco Caldovino) hanno aderito con le loro organizzazioni alla manifestazione nazionale. Al centro delle rivendicazioni ci sono le condizioni di lavoro e il conseguente rinnovo contrattuale. «Queste condizioni, così deludenti per il personale – spiegano i segretari di Silp, Siap e Consap – sono il prodotto della costante riduzione delle risorse. Invece di calare la scure dei tagli sui cosiddetti “enti inutili”, la politica ha scelto di calarla sulle risorse destinate alle forze di polizia che, anno dopo anno, sono sempre più ridotte, con l’effetto di indebolirne gravemente l’azione sul territorio».I sindacati di polizia spiegano la situazione cifre alla mano: «La finanziaria ha tagliato 3,5 miliardi di euro al comparto, con un contratto ormai scaduto da due anni il governo ha messo sul tavolo del rinnovo fondi che comporterebbero aumenti di circa 24 euro netti al mese, in pratica il 60% in meno degli stanziamenti accordati dal governo Prodi per il biennio precedente. Insomma, una situazione inaccettabile, che arriva a “mettere le mani” nelle tasche degli operatori delle forze di polizia».
(foto: agenti della stradale in servizio sulle strade della provincia)
«Il governo – continuano i sindacalisti – ha dimostrato la sua chiusura omettendo il confronto con le parti sociali, prima della presentazione e dell’approvazione del Dpef (documento di programmazione economico-finanziaria).
Ma le mortificazioni non finiscono qui: niente sulla progressione di carriera e niente sulla previdenza complementare. Niente neppure sui ripianamenti dell’organico: zero “turn-over” dal momento che il personale che va in pensione non viene rimpiazzato
perché non si procede a nuove assunzioni».
I segretari lanciano una frecciatina nei confronti di quanto accade a Varese, definita «città-passerella» in tema di sicurezza, specificando che la loro protesta è stata portata a Busto Arsizio dove «i problemi del personale sono ancora più acuti, dove neppure dagli Enti Locali arrivano risposte. Con questo gesto si vuole esprimere la vicinanza del sindacato al personale di un commissariato per il quale da molti anni sembra la città non sia in grado di trovare alcuna soluzione. Sarebbe veramente incredibile: e proprio alla luce di questa considerazione affiora invece in dubbio della mancanza di volontà politica».
Infine i sindacati esprimono uguale vicinanza «al personale della sottosezione autostradale, che assicura un servizio delicato, rischioso ed essenziale, esteso ben oltre i confini della provincia, e che vive una condizione di isolamento proprio a causa dei criteri gestionali che Varese gli riserva. Insomma, sembra proprio che in questa provincia con le “patinate eccellenze” che la politica propone, convivano anche situazioni di degrado che ogni giorno scaricano i loro effetti negativi sul personale, e limitano pesantemente l’azione che la polizia di Stato riesce ad esercitare sul territorio».
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