Il teatro dei ragazzi e per i ragazzi, da Silone a Primo Levi
Da novembre a maggio, sei gli spettacoli del Sociale riservati agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Sul palco anche gli alunni dei laboratori didattici «Officina della creatività», con originali riletture di Pinocchio e dell’Inferno dantesco
Abruzzo, 6 aprile 2009, ore 3.32: una violenta scossa sismica di 5,8 gradi Richter, lunga venti interminabili secondi, lascia dietro di sé morte e distruzione, in particolare nella città dell’Aquila. Per tenere accesi i riflettori su questi luoghi colpiti dal terremoto, ancora bisognosi di solidarietà e aiuti concreti, l’associazione culturale «Educarte» ha deciso di promuovere, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale di Varese e l’Itc «Enrico Tosi» di Busto Arsizio, il progetto «Fontamara (Che fare?)», dedicato alla figura di uno dei figli più illustri del territorio abruzzese: Ignazio Silone.
Martedì 24 e mercoledì 25 novembre 2009 il teatro Sociale di Busto Arsizio ospiterà una conferenza, riservata agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, sulla produzione letteraria dello scrittore di Pescina, la cui vita (come viene ricordato nel libro autobiografico «Uscita di sicurezza») fu duramente segnata dal terremoto che colpì, nel gennaio 1915, la Marsica. Sotto l’occhio di bue del palcoscenico salirà, dunque, la riduzione scenica del romanzo «Fontamara», libro pubblicato a Zurigo, in tedesco, nel 1933 ed edito in Italia solo nel 1948, che racconta la storia di un paesino abruzzese, presso la conca del Fucino, fatto simbolo della condizione subalterna del contadino meridionale e, in senso lato, degli emarginati, uguali sotto ogni latitudine. Emarginati, qui, visti nel momento in cui rifiutano la fissità della loro condizione ed entrano in conflitto con la «società degli integrati», in questo caso il regime fascista. Il portavoce della nuova coscienza è il «cafone» Berardo Viola, la cui morte è vista come sacrificio necessario per il diffondersi della fede nella giustizia e nell’uguaglianza , che i fontamaresi raccolgono per chiedersi «che fare?».
Si aprirà, dunque, nel segno dell’impegno civile la rassegna «Il teatro dei ragazzi e per i ragazzi»: sei spettacoli in matinée, prodotti dall’associazione culturale «Educarte» e rivolti a un pubblico in età scolare, dai bambini delle scuole primarie agli adolescenti e post-adolescenti, che vedranno in scena gli «Attori del teatro Sociale», sotto la regia di Delia Cajelli.
Martedì 15, mercoledì 16, giovedì 17 e venerdì 18 dicembre 2009 sarà la volta della favola di Gianni Rodari «Il pianeta degli alberi di Natale», invito alla pace, all’amicizia tra i popoli e alla tolleranza, che condurrà i più piccoli in un paese fantascientifico e utopico, dove gli orologi hanno un delizioso sapore di cioccolato, le vetrine sono senza vetri, la settimana dura tre giorni festivi (un sabato e due domeniche), non esistono le parole «ammazzare», «odiare», «guerra» e tutti gli abitanti si dedicano solo alle scienze, alle arti e alla politica.
In occasione poi della nona Giornata della memoria, nella mattinata di giovedì 28 gennaio 2010 andrà, invece, in scena, per gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, il recital «Se questo è un uomo», tratto dall’omonimo romanzo che Primo Levi scrisse, tra il 1945 e il 1947, per documentare la drammatica condizione degli ebrei nei campi di concentramento e sterminio nazisti e per raccontare la sua stessa vicenda di deportato ad Auschwitz. Lo spettacolo, che dal 30 aprile 1997 (data del suo debutto) viene ininterrottamente rappresentato in teatri, auditorium e scuole del nord Italia, vuole essere un documento-reportage dal lager, in cui attraverso parole, rumori come lo sferragliare del treno, canti yiddish e musiche del tempo e non, quali «Il vecchio e il bambino» di Francesco Guccini e l’aria «Lili Marlene» di Hans Leip, la canzone più famosa del tempo di guerra, si viene condotti alla scoperta dei ritmi di vita e delle storie di chi è stato prigioniero nelle fabbriche della morte del regime nazista, di chi è sopravvissuto e ha potuto raccontare l’orrore del folle «piano hitleriano di epurazione della razza ebraica», ma anche dei tanti che non hanno fatto più ritorno alle proprie case.
Dedicati agli adolescenti e post-adolescenti sono anche i due atti unici pirandelliani, in programma giovedì 29 aprile 2010: «L’uomo dal fiore in bocca» e «Cecè», l’uno (già presentato a Budapest, in Ungheria, questa primavera) espressione di quel senso di ineluttabile incomunicabilità tra gli individui e di struggente consapevolezza della finitudine umana che anima gran parte della letteratura novecentesca, l’altro ritratto scanzonato di un’«Italietta» senza dignità, soffocata da dissolutezze e corruzioni politiche.
Chiudono il cartellone due appuntamenti realizzati nell’ambito dei laboratori teatrali «Officina della creatività», previsti dalla convenzione triennale tra l’amministrazione comunale di Busto Arsizio e la società Il teatro Sociale Srl. Si tratta della favola per bambini «Tutti allegramente insieme a Pinocchio», in calendario lunedì 15 e martedì 16 marzo 2010, e la rappresentazione «Nel mezzo del cammin di nostra vita», ispirata all’«Inferno» dantesco, la cui messa in scena è prevista per la fine del maggio 2010. Il primo spettacolo vedrà salire sul palco una cinquantina di bambini delle scuole primarie cittadine; l’altro una trentina di adolescenti dai 15 ai 17 anni.
A coordinare l’attività didattica sono attualmente l’associazione «Educarte» e la «Star Dance» di Turbigo; nei prossimi mesi è previsto il coinvolgimento della «Nuova Busto musica» e del liceo artistico «Paolo Candiani» di Busto Arsizio, per quanto riguarda la musica e la costruzione delle scenografie.
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