In ricordo di seicentomila caduti
Un toccante allestimento nel Tempio Civico in vista della solennità del 4 novembre, giorno dell'unità nazionale e delle forze armate, che ricorda la conclusione della Grande Guerra
In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, gli Amici del Tempio civico Sant’Anna hanno predisposto un allestimento molto toccante nella chiesetta di via Fratelli d’Italia. Le vicende della Grande Guerra da cui nasce la festività del 4 novembre sono ormai lontane nel tempo, ma l’immane massacro bellico, "antipasto" della micidiale "replica" di venticinque anni dopo, non può e non deve essere dimenticato. L’ultimo testimone diretto e protagonista del grande dramma collettivo, Delfino Borroni, ci ha lasciati l’anno scorso alla veneranda età di 110 anni compiuti. Morirono in oltre seicentomila, metà direttamente sul campo, gli altri per ferite e malattie.
Con la sensibilità che lo contraddistingue il custode del Tempio, Angioletto Castiglioni, ha collocato un quadro sul sacrificio della vita umana, un Crocifisso su cui ha appeso il tipico elmetto Adrian dei fantaccini della Grande Guerra del ’15-’18 e un filo spinato. Accanto una sedia vuota, simbolo di chi non torna a casa, e un rosario. Per terra i sassi che evocano le aspre montagne del Carso, sulle cui pendici i feriti delle due parti invocavano l’acqua ristoratrice fra l’infuriare delle granate, della mitragliatrice, dei gas tossici.
I cittadini sono invitati dall’amministrazione comunale a visitare il Tempio per un momento di preghiera e di riflessione.
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