La classe operaia non va in paradiso, ma neppure i “padroni”
Lavoratori rumeni e pakistani incatenati, i padroncini italiani a terra a protestare e a chiedere i soldi; gente che passa, guarda e commenta, spesso a sproposito
«Se non ricevono lo stipendio, fanno bene a protestare», commenta una passante dopo aver visto che succede al cantiere di via Nino Bixio a Gallarate. Poi aguzza la vista, vede la pelle scura dei muratori sui ponteggi, storce il naso. Sì, signora, sono pakistani e rumeni, protestano insieme ai colleghi italiani, che stanno fuori dalla recinzione del cantiere, con i sindacalisti e la polizia che tiene d’occhio la situazione e fa da mediatrice. «Io non sono razzista. Ma loro vengono qui, pretendono di fare quello che vogliono, vogliono i privilegi». Beh, a dire il vero pretendono solo di essere pagati per il lavoro che fanno. «Ah, ma poi lavorano anche in nero. E i sindacati gli danno un sacco di soldi, mica come a noi italiani».
Ecco, il problema ora è la guerra tra poveri. Le questioni concrete – i soldi che non arrivano, le
scatole cinesi dell’edilizia che rendono responsabili tutti e nessuno – finiscono subito in secondo piano. «Fino a che non ci sono problemi, nessuno parla» dice rassegnato Stefano Rizzi, sindacalista della Cgil che nei mesi scorsi ha fatto visita al cantiere. «Poi quando vengono fuori i problemi devi districarti tra mille imprese, subappalti, responsabilità non chiare». E pensare che nel cantiere di via Bixio non c’è neppure il cartello regolamentare, che dovrebbe riportare tutte le imprese che vi lavorano. Di certo c’è che i muratori sono qui senza paga. E forse qualcuno c’ha guadagnato, più o meno direttamente. «Beh, se è un italiano a guadagnarci anzichè loro, sono contenta» conclude la signora. Con buona pace di chi attende preoccupato sui ponteggi e davanti al cantiere, lavoratori italiani e stranieri.
scatole cinesi dell’edilizia che rendono responsabili tutti e nessuno – finiscono subito in secondo piano. «Fino a che non ci sono problemi, nessuno parla» dice rassegnato Stefano Rizzi, sindacalista della Cgil che nei mesi scorsi ha fatto visita al cantiere. «Poi quando vengono fuori i problemi devi districarti tra mille imprese, subappalti, responsabilità non chiare». E pensare che nel cantiere di via Bixio non c’è neppure il cartello regolamentare, che dovrebbe riportare tutte le imprese che vi lavorano. Di certo c’è che i muratori sono qui senza paga. E forse qualcuno c’ha guadagnato, più o meno direttamente. «Beh, se è un italiano a guadagnarci anzichè loro, sono contenta» conclude la signora. Con buona pace di chi attende preoccupato sui ponteggi e davanti al cantiere, lavoratori italiani e stranieri.La classe operaia non va in paradiso, ma neppure i "padroni", gli imprenditori. Come il titolare calabrese di una delle imprese coinvolte, che ha i vestiti sporchi di malta e gli occhi stanchi. Come quelli dei cinquantenni pakistani lassù sulle impalcature.
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