Shakespeare, quando l’amore è poesia
Si apre nel segno del «Grande Bardo» il ciclo di dodici incontri sulla poesia, promosso da Educarte con il patrocinio e il contributo della Fondazione comunitaria del Varesotto. L’appuntamento è fissato per giovedì 29 ottobre al teatro Sociale
La celebrazione della poesia eternatrice ed eterna, le inesorabili metamorfosi del tempo, l’ineluttabile giro delle stagioni con le sue ansie e le sue malinconie, le insidie della morte e della vecchiaia, ma soprattutto l’amore come sacra unione tra due anime: questi i temi al centro dei centocinquantaquattro sonetti, dallo schema elisabettiano (cioè formati da tre quartine e un distico), che William Shakespeare (1564-1616) scrisse nel corso della sua vita.
Una trentina di composizioni di questo intimo ed intenso canzoniere, definito da Gabriele Baldini come «struggente romanzo di un amore senza speranza, che si nutre della propria ambiguità e si sublima nella dignità del dolore», salirà sul palco del ridotto “Luigi Pirandello”, piccola sala dedicata al «teatro di parola e di ricerca» del Sociale di Busto Arsizio, nella conferenza-spettacolo “To be or not to be”, con cui giovedì 29 ottobre si apre la rassegna “Perché tu mi dici: poeta?”, dodici incontri sulla poesia promossi dall’associazione culturale “Educarte”, con il patrocinio e il contributo della Fondazione comunitaria del Varesotto.
Composti presumibilmente tra il 1593 e il 1599 e pubblicati nel 1609 da un editore clandestino, Thomas Thorpe, i sonetti shakespeariani possono essere suddivisi in due gruppi: il primo, che va dall’1 al 126, è diretto a un «faith youth», un bellissimo giovane, la cui cangiante personalità nella raffigurazione del suo interlocutore poetico ha fatto ipotizzare una qualche forma di relazione amorosa tra i due; i restanti ventotto sono dominati dalla figura di una «dark lady», una donna bruna, dal fascino conturbante e misterioso, che è il rovescio della medaglia del personaggio precedente.
La lingua di questi lavori, alla cui traduzione si cimentarono anche Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale, è un intrecciarsi di più codici linguistici, dal «parlato» al «detto alto», dal petrartesco-platonico al profetico-biblico, dal frasario della marineria alla lingua dei proverbi. I sonetti costituiscono, inoltre, una sorta di parallelo dell’opera teatrale shakespeariana, della quale riprendono i temi e la straordinaria ricchezza del linguaggio, come dimostreranno gli attori Gerry Franceschini, Anita Romano e Mario Piciollo, che, sotto la regia di Delia Cajelli, proporranno anche alcuni stralci dell’«Amleto», del «Re Lear» e del «Macbeth».
Si apre, dunque, nel segno del più grande autore teatrale di tutti i tempi la rassegna “Perché tu mi dici: poeta”, dodici incontri sulle principali esperienze liriche dell’Ottocento e del Novecento, da Ugo Foscolo (12 novembre 2009) a Salvatore Quasimodo (6 maggio 2010), passando per Alessandro Manzoni (26 novembre 2009), Giacomo Leopardi (14 gennaio 2010) Giosuè Carducci (4 febbraio 2010), Giovanni Pascoli (18 febbraio 2010) i crepuscolari e i futuristi (25 febbraio 2010), da Umberto Saba (11 marzo 2010), Giuseppe Ungaretti (25 marzo 2010), Federico Garcia Lorca (2 aprile 2010) ed Eugenio Montale (22 aprile 2010).
Il costo del biglietto è di euro 8,00 per l’intero ed euro 6,00 per il ridotto, riservato a giovani fino ai 21 anni; ultra 65enni; militari; soci TCI (previa presentazione della tessera nominale), Cral, biblioteche, dopolavoro e associazioni con minimo dieci persone. Il botteghino del teatro Sociale è aperto nelle giornate di mercoledì e venerdì, dalle 16.00 alle 18.00, e disabato, dalle 10.00 alle 12.00. E’ possibile prenotare telefonicamente tutti i giorni feriali, secondo il seguente orario: dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 18.00; il sabato, dalle 10.00 alle 12.00. Per informazioni: tel. 0331.679000 o info@teatrosociale.it.
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