L’eccesso di passione mette nei guai un giovane writer
Un ragazzo ventiduenne pizzicato a scrivere una frase all'amata sul muro dell'ex centro islamico di via Peschiera a Cedrate: rischia una pena fino a sei mesi o la multa da 1000 a 3000 euro
Un eccesso d’amore mette nei guai un giovane writer di Tradate. La Polizia Locale di Gallarate ha sorpreso il ragazzo, nato nel 1987, mentre scriveva sul muro dell’ex centro islamico di via Peschiera a Cedrate un messaggio d’amore rivolto all’amata. Il ragazzo è stato pizzicato in flagranza: gli agenti non hanno avuto pietà della frase molto tenera che il ventiduenne stava vergando con lo spray “Perché con te è diverso, con te per sempre”: nessuna scritta contro i musulmani questa volta (ce
ne sono in quantità sul muro dello stabile di via Peschiera come si vede nella foto di repertorio a sinistra), ma una scritta d’amore sulla facciata della sfortunata palazzina che ha ospitato per anni le preghiere degli islamici gallaratesi: «Nessuno auspica che un giovane finisca in prigione per un episodio simile – spiega l’assessore alla Sicurezza Paolo Cazzola -, ma l’amministrazione deve dimostrare fermezza per evitare il proliferare di casi simili». Il giovane è stato denunciato e secondo l’articolo 639 del codice penale modificato dal decreto del ministro dell’Interno Roberto Maroni può essere punito con la pena della reclusione fino a sei mesi, della multa da 1000 a 3000 euro e con la condanna a sostenere le spese di ripristino e di pulitura delle cose deturpate o imbrattate.
ne sono in quantità sul muro dello stabile di via Peschiera come si vede nella foto di repertorio a sinistra), ma una scritta d’amore sulla facciata della sfortunata palazzina che ha ospitato per anni le preghiere degli islamici gallaratesi: «Nessuno auspica che un giovane finisca in prigione per un episodio simile – spiega l’assessore alla Sicurezza Paolo Cazzola -, ma l’amministrazione deve dimostrare fermezza per evitare il proliferare di casi simili». Il giovane è stato denunciato e secondo l’articolo 639 del codice penale modificato dal decreto del ministro dell’Interno Roberto Maroni può essere punito con la pena della reclusione fino a sei mesi, della multa da 1000 a 3000 euro e con la condanna a sostenere le spese di ripristino e di pulitura delle cose deturpate o imbrattate. TAG ARTICOLO
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