“Mai stato ricattato, in via Gradoli fu rapina”
I'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo si abbandona alle prime ammissioni davanti ai magistrati che lo hanno sentito come testimone, "I soldi a volte servivano anche per la droga"
«I soldi a volte servivano anche per la droga», Marrazzo si abbandona alle prime ammissioni davanti ai magistrati che lo hanno sentito ieri pomeriggio come testimone. Un colloquio con gli inquirenti durato circa due ore, dove è stato accompagnato dalla moglie Roberta Serdoz e il suo avvocato. L’ex governatore mette però a verbale anche un particolare che mette in discussione il quadro fin qui ricostruito, «Non sono stato vittima di nessun ricatto – dice – e ho sempre svolto il mio ruolo di Presidente della Regione Lazio nell’interesse esclusivo dei cittadini. Ho sempre considerato quanto mi era accaduto la mattina del 3 luglio soltanto una rapina». Dall’audizione di Marrazzo trapela poi che il compenso per Natalie, il trans con il quale l’ex governatore del Lazio fu sorpreso dai due carabinieri nell’appartamento di via Gradoli a Roma, fu di mille euro. Marrazzo ha spiegato ai magistrati che la sera del 3 luglio aveva con se una disponibilità di cinquemila euro, ma che soltanto mille sarebbero stati pattuiti con Natalie.
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