Il libro del 2009: ecco i consigli dei lettori

Sardinia Blues e Non lasciarmi sono i primi suggerimenti dei lettori che abbiamo ricevuto. Mandateci le vostre recensioni

Qual è il libro dell’anno? Lo abbiamo chiesto ai nostri lettori. Ecco i primi suggerimenti che abbiamo ricevutoMandateci una breve recensione, giusto poche righe con titolo e autore e pubblicheremo le vostre riflessioni

Titolo: Sardinia Blues
Autore: Flavio Soriga

Consigliato da Paolo Clarà

sardinia blues sorigaSe lo guardi in faccia, il ragazzo, sembra venire dal Guatemala. 
Scuro di capelli e di pelle e di occhi. Di razza selvatica, come animale libero allo stato brado, vagabondo su un’isola. 
E di isola si tratta, ma non è il Guatemala (peraltro terraferma), lontano anni luce, ma la Sardegna, e il suo romanzo di nome è Sardinia e di cognome fa Blues. 
Potresti leggerla in poche ore, questa agile storia isolana, trasportato da una piena di poesia rock. Ma puoi anche decidere di godertene i passi, uno per uno, che si susseguono con la cadenza di un discorso interiore; passi da ragionarci sopra e gustarne la solitudine in cui puoi cadere, se non è il tempo quello che ti interessa. 
A lui non importa la punteggiatura classica, ma non è un limite perchè i pensieri hanno poco a che fare con la grammatica. E i discorsi rubati nelle sere d’estate sul lungomare o nelle campagne o al bancone di qualche essenziale bar da sandali e sabbia, lui li riporta così come sono. Così frenetici, così esistenziali. 
Non è la costa dei vip a fare da sfondo al romanzo, nè gli antri crudi della Barbagia, ma la provincia sarda, per gli isolani radice remota da cui fuggire via. In questa terra si balla, si vive con poco e si è giovani, ma solo d’estate. Il resto è claustrofobia e chi non ne ha più di coraggio per affrontare l’inverno se ne parte per Londra o per il Continente a cercare l’amore.
Il ragazzo ha un alter ego che di nome fa Davide e vive nel libro la sua lotta continua con la sua terra e la talassemia. Una storia di odio e di amore, multirazziale. E’ di tutti il tentacolo isolano a cui sfuggire per rimanere giovani sempre, è di tutti il sangue che disseta il corpo dei talassemici. 
E’ un terreno arido, Sardinia. Dove l’amore e il sangue si fondono per dare fertilità. Amori per le ragazze Davide ne ha molti, quello più grande per la sua ballerina irlandese è finito. Amori che danno un senso ai trent’anni dei Pirati "Pani-Corda-Licheri", ubriachi persi nelle notti di provincia, reduci da improbabili fughe continentali, registi mancati e occupati solo a far diventare Oristano una piccola Buenos Aires dimenticata dal mondo e Villanova Truschèdu un luogo in cui scegliere di vivere e amare o di amore morire.

Autore: Kazuo Ishiguro,
Titolo: Non lasciar
mi

 
non lasciarmi ishiguroQuesto libro non si intitola “Non lasciarmi”, si intitola “Never let me go”. Never è ‘non per sempre’, non per sempre che diventa ‘mai‘. ‘Never let me go’ non è non lasciarmi, è non lasciare che io me ne vada, non permettermi di andarmene, non consentire che sia io ad andarmene via. La differenza è sottile, ma abissale. Perché questo libro è una straziata e straziante costellazione di addii, di allontanamenti, di situazioni nelle quali si vorrebbe che ci venisse impedito di lasciare, qualcosa, qualcuno, un luogo, un ritmo, un legame, una stagione. E’ un’ininterrotta serie di cerimonie degli addii, di non voluti ma inevitabili addii. Kathy, voce narrante e protagonista del libro, vorrebbe dire, avere detto, aver potuto dire, Never let me go. A se stessa, prima di tutto, a chi ne ha seguito la crescita ad Hailsham, a chi ne ha vincolato le scelte successive, a chi ne ha deciso le sorti. Il grido straziato di Kathy attraversa tutta la narrazione. Come tendesse le braccia a chiedere: non lasciare che io me ne vada, salvami da me stessa e da quanto è stato previsto, non lasciare che io lasci ciò che potrei tenere con me, per me, ciò che dovrebbe essere per me. Una cassetta di vecchie canzoni, una raccolta delle memorie-trofeo dell’infanzia, un amore, una vita, Hailsham, delle amicizie, Ruth, Tommy, il legame che a Ruth e a Tommy l’ ha unita…
Never let me go e’ una richiesta collocata in un tempo senza tempo, definita temporalmente nell‘assenza di conclusione. Never è ‘non per sempre‘, si è detto. Circolare negazione di una affermazione, che diventa negazione e dunque eternità.
La dimensione del ‘per sempre’ è preclusa a Kathy, voce narrante e protagonista del libro. E’ preclusa a tutti quelli che – come lei – sono cresciuti nel ‘collegio’ di Hailsham. E’ preclusa a tutti quelli che, come loro, sono vittime di un destino che non hanno appieno compreso, ma che hanno comunque dovuto-voluto riconoscere, accettare, fare proprio. Il ‘per sempre’ sarebbe il desiderio di Kathy, il ‘per sempre’ è ciò che nessuna delle ‘vittime’ di questo libro avrà mai modo di conoscere, il ‘per sempre’ è nel titolo di una vecchia canzone, che stringe la protagonista in un abbraccio a se stessa, è nel limitare di un campo sommerso di cielo nel quale il vento ha raccolto detriti come vite, come partenze 

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Pubblicato il 29 Dicembre 2009
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