Il No B day: dalla piazza virtuale a quella reale

Conto alla rovescia per il movimento nato da Facebook e che conta di portare nella capitale oltre 350mila persone che contestano la politica di Berlusconi

Il manifesto del No B daySettecento pullman, quattro treni speciali, una nave dalla Sardegna, centinaia di volontari per il servizio d’ordine. Non sono i numeri della classica manifestazione a Roma anche se la partenza è quella già sperimentata in passato alle 14,30 da piazza Repubblica e l’arrivo nella tradizionale piazza San Giovanni (“ma solo per stare più comodi” dice scaramantico Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori).
Il NoBday fa il conto alla rovescia e conta di veder sfilare domani, sabato 5 dicembre, per le vie di Roma almeno 350mila persone. Tutto è nato sulla rete. In principio da un gruppo fondato su Facebook e poi via via allargatosi a tutto il web. Giovedì sera gli iscritti erano oltre 354mila e nel pomeriggio si sono tenute le conferenze stampa per scandire programmi, proposte e ultimi appelli. “All’inizio non pensavamo a una forza di queste dimensioni”, affermano gli organizzatori milanesi. “Ora aspettiamo di mettere a confronto la corrispondenza tra la vita reale e quella virtuale. È un nuovo processo mediatico e di partecipazione attiva mediante la rete”.
Nel giro di meno di due mesi il tam tam della rete ha fatto crescere la partecipazione oltre ogni aspettativa degli organizzatori. Tutto autogestito e senza alcuna sigla politica. I primi firmatari sono tutti blogger: San Precario* (blogger), Franca Corradini (blogger), Tony Troja (blogger e musicista), Giuseppe Grisorio (blogger e precario pa), Elisabetta Simonti (precaria scuola), Massimo Zesi (blogger) e altri. Un sito internet che serve a raccogliere soldi tramite paypal e a dare informazioni organizzative.
Tutti sotto uno slogan NoBday e poche frasi che dalle prime parole scandiscono un progetto preciso. “A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali”.
Parte della stampa ha iniziato a seguire con curiosità e interesse e uno dei giornalisti più esperti di web, Vittorio Zambardino ha scritto un articolo in cui analizza le caratteristiche di questo movimento che da un’organizzazione virtuale si misurerà con la piazza reale.

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Pubblicato il 04 Dicembre 2009
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