Vacanze di fine anno, “in partenza un italiano su sei”
Crisi o no, il rito delle festività lontano da casa resiste. Le scelte dei vacanzieri viste dalla Camera di Commercio di Milano che ha analizzato le scelte di milanesi, romani e napoletani
Resiste, nonostante i morsi della crisi, il rito della vacanze di fine anno. Circa un italiano su sei ha le valigie pronte per partire (sempre che treni e aerei lo consentano, dopo il maltempo): è pronto ad una spesa media valutata in 700 euro. Sulle abitudini del vacanziere di Natale ha svolto un sondaggio la Camera di Commercio di Milano attraverso Digicamere, con metodo Cati, su un campione di 805 cittadini di Milano, Roma e Napoli.
Fra chi parte, solo il 3% trascorrerà in vacanza l’intero periodo delle feste. Oltre metà degli italiani resterà in patria, seguono nelle preferenze le capitali europee (destinazione festiva di circa un italiano su nove), poi per chi proprio non può rinunciare a tintarella e bagni anche a dicembre le località balneari come quelle del Mar Rosso in Egitto, il Madagascar, Mauritius, il Brasile, mentre l’1,5% degli italiani andrà negli Stati Uniti. In verità almeno di un italiano su sei tra quelli che andranno in vacanza non ha ancora deciso dove.
Differenze emergono anche nelle scelte delle grandi città. Tra i romani e i milanesi tanti scelgono il ritorno nel Paese o nella città di origine (complessivamente 5% e 4,5%); tra i romani alta anche la percentuale di chi va negli Stati Uniti (2,5%) e tra i napoletani più gettonate le capitali europee (29,2%). I romani sono i più indecisi, uno su cinque sceglie la destinazione del viaggio all’ultimo minuto rispetto al 15,4% degli italiani. I più spendaccioni sono invece i napoletani, pronti a investire nelle vacanze di Natale 2009 circa 800 euro a testa, più dei romani e dei milanesi che in quest’anno di crisi prevedono una spesa media di circa 700 euro.
Sono però i milanesi quelli che viaggeranno di più in questi giorni di feste (57,3% non partirà, contro il 74,2% degli italiani). In crisi netta il comparto delle agenzie di viaggio: scende del 20% la spesa per i viaggi organizzati. Cresce invece la voglia di montagna, complice la neve abbondante, o di vacanza presso amici e parenti.
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