A Mediaset il primo sciopero del “Trucco e parrucco”
Cinquanta lavoratrici a rischio nell'azienda del Biscione, per la decisione di cedere il ramo che si occupa di trucco acconciature e sartoria. Con una lettera l'appello ai vertici della società, Berlusconi compreso
E se le trasmissioni televisive nazionalpopolari andassero in onda letteralmente senza trucco? Cosa farebbero i divi in mancanza di truccatori? E’ quello che sarà possibile scoprire domenica 10 e lunedì 11 gennaio, quando andrà in scena il primo sciopero Mediaset del “trucco e parrucco” che scombussolerà, e forse in buona parte cancellerà, le trasmissioni di quei giorni, da “Domenica Cinque” a “Uomini e Donne”.
Una questione singolare ma seria, visto che ci sono oltre cinquanta lavoratori – anzi, lavoratrici – in gioco. Lo sciopero è stato indetto infatti per protestare contro la decisione, comunicata il 5 gennaio scorso, di cedere questo importante ramo dell’azienda del biscione che comprende il settore trucco, sartoria, acconciatura (il cosiddetto “trucco e parrucco”, appunto) e che dal primo febbraio dovrebbe passare ad una altra azienda, la”Pragma srl”, definita dalle lavoratrici «Una società priva di qualunque qualifica ed esperienza nel settore».
La prospettiva è quindi letta come un abbandono, e come l’anticamera di licenziamenti e altri problemi occupazionali. Per questo, oltre alla curiosa forma di sciopero, le lavoratrici del trucco si sono rivolte non solo all’attuale presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, e al vicepresidente Piersilvio Berlusconi, ma anche al fondatore dell’azienda nonché attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E a lui le lavoratrici si sono rivolte ricordandogli come: «La filosofia che abbiamo potuto apprendere direttamente da Lei ha sempre messo in primo piano la cura della immagine e la professionalità come chiave per raggiungere il successo: Show, fiction, informazione, sport. In ogni settore il contributo dei make-up artist è stato essenziale per la riuscita dei programmi».
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