Arrivano i saldi, niente pausa per i negozianti
Per Uniascom l'appuntamento è importante ma troppo ravvicinato: "Si dovrà lavorare anche a Capodanno". L'associazione ricorda le regole a tutela del consumatore
Partono sabato 2 gennaio, a Varese come in tutta la Lombardia, i saldi invernali 2010, che proseguiranno per i sessanta giorni successivi, fino al 2 marzo. La giunta regionale ha confermato l’avvio del periodo delle promozioni il giorno dopo Capodanno, non accogliendo la richiesta di posticipo presentata da Confcommercio Lombardia.
Dunque, due mesi di offerte e tante occasioni a prezzo scontato garantite ancora una volta in provincia di Varese dal marchio “Saldi Chiari”, l’iniziativa di Federmoda, il Sindacato Provinciale di Abbigliamento e Calzature di Uniascom Varese, a tutela del consumatore quale garanzia della trasparenza delle svendite stagionali. “Saldi Chiari”, ormai una tradizione che si conferma negli anni, è un impegno da parte del commerciante a rispettare alcune regole ritenute fondamentali per garantire acquisti sicuri della merce scontata.
Alla luce dei positivi risultati raggiunti con la sperimentazione avviata già da alcuni anni, Uniascom Varese ha ritenuto di dover proseguire sulla via della sensibilizzazione dei consumatori-utenti e dei commercianti, promuovendo nuovamente le regole che prevedono, per tutta la durata dei saldi
– l’accettazione del pagamento con carte di credito
– l’impegno a sostituire o a rimborsare entro otto giorni dall’acquisto o, comunque nel termine più breve possibile, i capi che presentano gravi vizi occulti,
– il diritto del consumatore alla prova dei capi di abbigliamento (esclusa la biancheria intima),
– l’uniformità dei prezzi per le catene di negozi che effettuano vendite di fine stagione o saldi,
– l’esposizione di un cartello che indica il costo e la possibilità di adattare o riparare i capi di abbigliamento,
– l’obbligo di esporre il decalogo ben visibile nel punto vendita
I negozi che aderiscono all’iniziativa sono riconoscibili dalla locandina esposta in vetrina
Secondo Giorgio Angelucci, presidente Uniascom e Ascom Varese nonché responsabile di Federmoda, “quest’anno la data di inizio dei saldi pone molti problemi dal punto di vista organizzativo. I negozianti hanno dovuto lavorare anche a Capodanno. Posticipare la data al 5 o al 7 gennaio avrebbe consentito un margine maggiore. I saldi rappresentano comunque un appuntamento molto importante, di grande appeal: sono attesi dai consumatori come un vero e proprio evento. La nostra proposta, però, è quella di unificare la data di inizio a livello nazionale, non solo per evitare la concorrenza tra le regioni vicine, ma anche per dare una portata maggiore al periodo delle promozioni. Quest’anno, poi, per la provincia di Varese, i saldi invernali rappresentano anche un’occasione di “riscatto” importante dopo la delusione delle vendite natalizie rovinate dal maltempo. Purtroppo, il fattore meteo è stato determinante. Per giorni il nord Italia è rimasto paralizzato dalla neve e, nella settimana prima di Natale tradizionalmente votata agli ultimi acquisti, la pioggia ha “falciato” le presenze nelle nostre città. Dunque, ci aspettiamo molto dalla stagione dei saldi invernali”.
Secondo Confcommercio, ogni famiglia quest’anno spenderà poco più di 400 euro per abbigliamento ed accessori, per un totale di spesa di 6,1 miliardi di euro che va ad incidere per il 21% sul fatturato del settore. Renato Borghi, presidente di Federmoda-Confcommercio, ribadisce: “Nel contesto generalizzato della crisi il settore della moda è stato sicuramente tra i più colpiti: le vendite della stagione autunno-inverno hanno registrato un andamento assolutamente debole e di conseguenza le scorte nei negozi sono elevate. L’ampia offerta quindi di prodotti e sconti medi superiori al 40% ci fanno sperare in una stagione di saldi moderatamente positiva”.
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