Comunità Montana di Piambello, approvato lo statuto

Lo statuto, che costituisce l’atto fondamentale del nuovo ente, consta di 45 articoli e detta le regole fondamentali per il funzionamento della comunità

Lo scorso 18 gennaio, il Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia ha pubblicato lo statuto della comunità montana del Piambello, ente neocostituito risultante dalla fusione tra la comunità montana della Valceresio e la comunità montana della Valganna e Valmarchirolo.
Lo statuto, approvato all’unanimità da parte dell’assemblea comunitaria, organo composto dai sindaci dei comuni aderenti al nuovo ente, era stato approvato lo scorso 21 dicembre, sfidando quasi le avversità naturali, visto che, nonostante l’ingente nevicata che aveva paralizzato buona parte della provincia al punto tale da provocare la chiusura delle scuole, ben 16 consiglieri su un totale di 20 si erano presentati puntuali all’appuntamento nella sede di Arcisate, permettendo così alla comunità montana di rispettare la scadenza del 31 dicembre, fissata dalla legge regionale di riordino degli enti montani. Testimone del profondo attaccamento all’Ente ed a ciò che hanno rappresentato le Comunità Montane perdute, il senso di responsabilità nei confronti del territorio ha permesso di superare le divisioni.
Lo statuto, che costituisce l’atto fondamentale del nuovo ente, consta di 45 articoli e detta le regole fondamentali per il funzionamento della comunità. Improntata ai principi di trasparenza e sussidiarietà dell’azione amministrativa, tutela e crescita sostenibile del territorio e partecipazione della popolazione, la carta fondamentale dell’ente montano regolamenta la composizione e le modalità di funzionamento degli organi, specificando le modalità di elezione degli stessi e garantendo un complesso sistema di equilibri istituzionali posto anche a garanzia delle minoranze. Di rilevante importanza anche la disciplina dei rapporti con i venti comuni aderenti alla comunità, l’individuazione degli atti di programmazione e l’organizzazione degli uffici.
Che l’atto fondamentale della nuova comunità montana possa essere definito lo statuto di tutti è dimostrato dall’unanimità di voti con cui esso è stato approvato da parte dell’assemblea, frutto anche di un encomiabile lavoro di preparazione posto in essere dal Segretario, dott. Tramontana, e dalla commissione assembleare che ne ha licenziato la bozza e in cui erano presenti rappresentanti di tutti i gruppi assembleari.
Decorso il periodo di 30 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino regionale, lo statuto entrerà in vigore dotando la comunità di un importante strumento di gestione, tra l’altro, dei servizi che i comuni riterranno di delegare all’ente montano e permettendo così la compiuta realizzazione di economie di scala a beneficio di un’azione amministrativa più efficiente per il cittadino e meno gravosa per le casse dei comuni.
In tal modo, la comunità del Piambello, tra le prime in Lombardia a dar corso all’importante adempimento, ha dimostrato di accettare la sfida del riordino degli enti montani, ponendo le basi per interventi sempre più efficaci a beneficio del territorio amministrato. Con la volontà si è andati oltre le difficoltà, comprese le assurdità. Adesso spetta a chi guida e a chi si candida a governare la Regione dimostrare di avere a cuore le sorti delle popolazioni montane, dotando le comunità di risorse finanziarie adeguate agli importanti compiti che esse sono chiamate a svolgere.

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Pubblicato il 22 Gennaio 2010
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