Legambiente: “Troppe autostrade nella Lombardia della sfida verde”
Approvato il Piano Territoriale della Lombardia: arriva anche la Pedemontana Bis
E’ stato approvato oggi, in Consiglio Regionale, il Piano Territoriale Regionale: il quadro d’insieme a cui dovrebbero far riferimento tutti i piani urbanistici dei 1600 enti territoriali (comuni, province e parchi) della Lombardia. Si tratta della conclusione di un iter travagliato durato almeno 35 anni, interrotto da modifiche legislative (in primo luogo dalla legge urbanistica regionale, modificata almeno quattro volte dalla sua prima approvazione nel 2001) che hanno progressivamente ridotto l’aspettativa verso questo importante strumento di pianificazione strategica.
Il piano territoriale della Lombardia rappresenta una fotografia della Lombardia del futuro, e se per molti versi permette finalmente di disporre di una visione d’insieme, sia pure un po’ sfumata, per altri invece dipinge un quadro inquietante. E’ il caso della mobilità che, tanto per cambiare, vede prevalere le nuove autostrade rispetto agli investimenti per il potenziamento del sistema del trasporto pubblico. Nelle carte allegate al piano compaiono tutti i nuovi assi autostradali in progetto: la Pedemontana , l’autostrada della Valtrompia, la Tangenziale Esterna Milanese, la BreBeMi con i suoi prolungamenti autostradali suburbani (nuova Cassanese e nuova Rivoltana) che fanno spezzatino del Parco Agricolo Sud Milano, così come la cosiddetta ‘ tangenziale ovest esterna ‘, e poi nella ‘bassa’ l’inutile Broni-Mortara, la Tirreno-Brennero, la Cremona-Mantova, la ‘Corda Molle’ di Brescia, un elenco infinito di mega-opere destinate a produrre una colata di cemento estesa all’intera superficie regionale, raddoppiando i chilometri di autostrade esistenti.
“Un vero incubo – dichiara Legambiente -, che non lascia né spazi né risorse allo sviluppo di una mobilità alternativa basata sul trasporto pubblico, e che prefigura una inarrestabile ondata di cemento in ogni angolo di regione, perchè con i nuovi tracciati autostradali si apre il campo a future urbanizzazioni, centri commerciali, lottizzazioni a macchia d’olio. In questo disegno non c’è traccia del piano per una Lombardia Sostenibile presentato in pompa magna da Formigoni lo scorso autunno: l’aumento delle autostrade porterà aumento di traffico e di emissioni, peggiorando il quadro ambientale complessivo sia per quanto riguarda lo smog, che per il contributo della Lombardia all’effetto serra globale”.
In materia di autostrade il piano si è spinto perfino oltre il gigantismo dei progetti in essere: è il caso della ‘Pedemontana Bis’, un nuovo tracciato autostradale, parallelo a quello del progetto di Pedemontana, e destinato a collegare Varese, Como e Lecco, intersecando il Parco della Pineta di Tradate e quello della Valle del Lambro. Si tratta di un tracciato contestato da agricoltori, parchi e comuni interessati, per il quale non c’è uno straccio di studio di fattibilità ma che sembra essere messo lì solo per l’interesse elettorale di qualche assessore regionale ‘pedemontano insubrico’. Legambiente si è opposta al progetto con la raccolta di quasi 500 osservazioni contrarie all’opera, che si sono tradotte in emendamenti: oggi una rappresentanza di ambientalisti era presente in aula a seguire i lavori del Consiglio. Per Tatiana Galli, presidente del circolo Legambiente di Tradate : “Quell’autostrada è un inaccettabile attacco ad un territorio fin troppo compromesso dal cemento, non ci stiamo a veder passare un nuovo mostro d’asfalto tra le foreste e le brughiere del Parco Pineta”.
(a cura di Legambiente)
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