Ferrazzi: “Marchio collettivo, valore aggiunto”
L’assessore: così promuoviamo il ‘made in lombardy’
Luca Daniel Ferrazzi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, esprime soddisfazione per il Progetto di legge approvato oggi dal Consiglio regionale che inserisce nelle norme del Testo Unico per l’Agricoltura la creazione del marchio collettivo provinciale dei prodotti agroalimentari.
“La Giunta – ha commentato l’assessore Ferrazzi – ha accolto lo spirito di collaborazione del Consiglio regionale e l’assessorato ha dato il suo massimo contribuito con il lavoro attento e puntiglioso di tutti gli uffici che hanno permesso di migliorare la proposta iniziale”.
"Un valore aggiunto – dichiara – per poter promuovere con uno strumento ancora più dettagliato il ‘Made in Lombardy’, offrire al consumatore prodotti alimentari tipici e di qualità e allo stesso tempo sempre più legati alla loro zona d’origine".
"Il marchio collettivo – continua Ferrazzi – ha nel coinvolgimento dei produttori il suo punto di forza e si presenta come uno strumento di identificazione a livello provinciale dei prodotti ma non solo: è una scelta di responsabilità, perché consente loro di fare promozione anche su
altri aspetti non territoriali riguardanti, ad esempio, le scelte etiche e colturali dell’azienda".
Ferrazzi ha inoltre ricordato come in questi anni la Giunta regionale abbia sempre di più intensificato gli sforzi affinché l’agricoltura lombarda, leader nazionale per produzione, si
identificasse anche per la chiarezza sull’origine dei prodotti, ma anche per promuovere la loro tipicità e territorialità, incentivando i diversi operatori di un territorio a "fare sistema" attraverso, ad esempio, le 12 Strade dei Sapori regionali, l’ultima delle quali, mi piace ricordarlo, è quella che si trova in provincia di Varese, o favorendo nuovi aspetti di commercializzazione del prodotto agricolo come i mercati contadini e la vendita diretta.
"Il nostro ruolo – conclude Ferrazzi – ne esce ulteriormente rafforzato e per questo continueremo al lavorare per favorire tutte quelle attività in grado di incentivare la cultura della
qualità e della sicurezza alimentare, per offrire ai cittadini prodotti non solo buoni, ma anche rintracciabili e garantiti sotto tutti i punti di vista".
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