Via all’abbattimento del muro sul lungolago
Il costo aggiuntivo del nuovo progetto, secondo il Pd, si aggirerebbe intorno ai 3,3 milioni di euro
Dopo cinque mesi di polemiche, e a uno dalle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo, sono iniziati nella mattinata di mercoledì 24 febbraio 2010 i lavori di abbattimento del muro sul lunglago di Como. Una volta tagliato verrà data attuazione al nuovo progetto per le paratie.
«Il costo aggiuntivo del nuovo progetto si aggira intorno ai 3,3 milioni di euro – precisano fonti dell’opposizione – Se 2,1 milioni sono stati messi a carico della Regione Lombardia, il resto dovrà essere pagato da Palazzo Cernezzi».
Non avendo votato il bilancio, al momento l’amministrazione comunale può dare copertura solo per seicentomila euro, mentre ancora si attende una decisione sul concorso di idee per stabilire cosa diverrà il nuovo lungo lago, al di là dei panconi mobili e delle bitte che verranno installate per fare da sostegno fisso. «Si è finalmente arrivati al taglio del muro: grazie ai comaschi che hanno scritto ai giornali e protestato in diversi modi, e anche grazie al lavoro fatto dal gruppo consiliare PD e dalle altre forze di opposizione – ha commenta il segretario provinciale del Partito Democratico Luca Corvi – Vediamo oggi il fallimento della maggioranza di centrodestra: lontani dai cittadini al punto da arrivare a mettere in piedi un’opera che nasconde la vista del lago, pronti a smarcarsi nonostante siedano in giunta come la Lega Nord, infine costretti ad azionare le ruspe e ricominciare da capo».
«Se da una parte il taglio del muro è ciò che tutti i comaschi aspettavano da mesi, dall’altra non chiude la vicenda, tutt’altro – ha aggiunto il capogruppo Pd, all’opposizzione in consiglio Comunale, Luca Gaffuri – Si deve pensare allo spreco di denaro pubblico per un’opera non prioritaria. Regione Lombardia e l’amministrazione comunale si accolleranno oltre tre milioni di euro per il progetto in sostituzione di quello stralciato: soldi che sicuramente avrebbero potuto trovare migliore impiego da parte dell’amministrazione pidiellino-leghista. I partiti del fare, come si definiscono loro, probabilmente tenendo presente il motto fa e disfà l’è semper laurà».
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