Alla Cimberio va tutto di traverso

Varese perde nettamente a Bologna (80-67) e torna in zona pericolosa viste le vittorie di Teramo, Cremona e soprattutto Ferrara. Nulla da salvare nella serata biancorossa

Nulla da salvare nella domenica del basket varesino. Se il risultato della Cimberio già da solo non dà alcuna soddisfazione, quelli dagli altri campi (vittorie di Teramo, Cremona e Ferrara) rimettono in discussione tutto il fondo della classifica. Ecco dunque che all’80-67 di Bologna è solo uno dei motivi che rendono cupo un dopo gara dove Pillastrini parla apertamente di problemi di leadership e di un momento delicatissimo per via di una cattiva situazione di salute e di un calendario pericoloso: domenica a Masnago c’è Treviso reduce da due sconfitte. La cronaca della gara si ferma dopo un inizio incoraggiante: quando Bologna sorpassa e soprattutto quando l’attacco di Varese non riesce a mantenere i ritmi dei primi minuti, la partita prende una piega ben definita, anche perché in difesa Galanda e compagni subiscono da ogni parte. Martinoni e Thomas sono i più positivi, ma il voto raggiunge su per giù la sufficienza; per gli altri, a partire da un Reynolds inutile e dalla coppia di fantasmi Morandais-Childress c’è solo una partita da dimenticare al volo. Altrimenti sono guai.

COLPO D’OCCHIO – C’è un qualcosa di funebre nel palasport di Casalecchio di Reno, ribattezzato Futurshow Station e ridipinto quasi per intero, dentro e fuori, di nero cupo. Il grosso impianto alla periferia di Bologna accoglie un buon numero di spettatori anche se il dato comunicato (6.900 presenze) non appare veritiero.

PALLA A DUE – Tegola per il coach di casa Lino Lardo, che deve rinunciare a David Moss: troppo il dolore accusato al gomito dall’americano che non va nemmeno in panchina. Pillastrini recupera i semi-infortunati Tusek e Galanda e mette in regia McGrath, affiancato da Thomas. Quintetto base, tra i padroni di casa, anche per il giovane e promettente Moraschini.

LA PARTITA – Inizio tutto italiano con i canestri di Martinoni, Maggioli e Cotani mentre è di Thomas il primo centro pesante per il 9-6 esterno. Bologna si appoggia soprattutto sui lunghi ma ancora Thomas e Mc Grath aprono un solco (11-17) a metà periodo. Koponen e Maggioli ricuciono, Martinoni replica a uno stoppone subito con una tripla frontale a salutare l’arrivo dei tifosi ospiti. Maggioli però è già in doppia cifra con i liberi del 21-21 e Lardo lo toglie quando dalla parte opposta entra Galanda. Il sorpasso è di Vukcevic e Koponen lo perfeziona sino alla sirena (29-23).
Reynolds apre il secondo quarto segnando da 3 ma Galanda continua a colpire solo il ferro. Più che l’attacco però, a preoccupare è la difesa che Collins contribuisce a rendere un colabrodo con l’arresto e tiro del 35-26. In attacco ci vogliono due magie di Tusek e Thomas per muovere il punteggio biancorosso (40-31 al 16’). Martinoni brilla per un istante: cinque punti in fila del lungo rimettono la Cimberio in carreggiata anche se la difesa continua a traballare. Così l’intervallo arriva con un vantaggio di nuovo largo per i padroni di casa, avanti 44-36 grazie anche ai liberi sbagliati in serie da Cotani.
L’avvio di ripresa è da mani nei capelli: tre palle perse e 5-0 di parziale Virtus su cui Pillastrini chiama timeout. Bologna perde la possibilità di dare il colpo di grazia e dà a Thomas la possibilità di un minibreak favorito anche da un paio di palle perse della Canadian Solar. Sul – 8 però Varese spreca malamente tre possessi: Koponen ringrazia e il divario torna oltre i dieci punti al 26’. Morandais, disastroso fino a qui, trova l’unico canestro ma poi butta in pattumiera un altro pallone seguito da Childress che sbaglia una tripla forzatissima. Bologna non crede ai propri occhi e senza grande sforzo allunga fino al 61-45 che diventa 65-47 all’ultima pausa.

IL FINALE – Il tempo scorre veloce e la Virtus può permettersi di fare melina e purtroppo anche di colpire da lontano con Maggioli e con un Collins chirurgico. Galanda aggiusta un tabellino fino a lì tragico con un paio di giocate di classe che stridono con il grigiore della serata. A ravvivare le due tifoserie arriva giusto la notizia della sconfitta casalinga della Fortitudo contro Forlì nella partitissima di B1. La curva varesina torna a distinguersi in negativo con un paio di cori che si speravano dimenticati, tanto per ornare una partita andata da tempo a farsi benedire, anche perché Collins va in panchina tra gli applausi dopo il ventesimo punto personale. Finisce senza nemmeno un sussulto se si escludono un paio di balzi di Cotani che arrotondano l’80-67 conclusivo.

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Pubblicato il 14 Marzo 2010
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