Musica e sacro nella chiesa di San Vittore
Venerdì 26 l’Ensemble dei Musici Estensi propone “Le sette ultime parole di Cristo sulla Croce” di Haydn. Lo spettacolo è organizzato da La Fornace e cooperativa Acli
Venerdì 26 alla chiesa di San Vittore l’Ensemble dei Musici Estensi propone “Le sette ultime parole di Cristo sulla Croce” di Haydn: lo spettacolo è organizzato dalla cooperativa ACLI e il gruppo culturale "La fornace" e vuole essere un’occasione per meditare sul mistero della Passione di Cristo. L’opera "Le sette ultime 7 parole di Cristo sulla Croce" venne commissionata nel 1785 a Joseph Haydn dalla città di Cadice (Andalusia) come lavoro orchestrale da eseguirsi nel contesto della Settimana Santa. Il risultato fu la composizione di "Sette sonate con un’introduzione ed al fine un terremoto" – come commento ai sermoni del vescovo – che vennero eseguite probabilmente il venerdì santo del 1786 nella chiesa sotterranea di Santa Cueva. L’esecuzione dell’opera ebbe un tale successo da convincere Haydn, in seguito, a predisporre altre stesure strumentali: una in forma di grande oratorio per soli, coro ed orchestra; una per pianoforte solo; infine, una versione per quartetto d’archi.
Venerdi 26 Marzo, alle ore 21, presso la chiesa di San Vittore in Arcisate (VA) l’Ensemble de i Musici Estensi proporrà l’opera in quest’ultima versione, cercando di rievocare l’esposizione originale. «Era tradizione eseguire, nella cattedrale di Cadice, durante il periodo quaresimale, un oratorio. I muri, le finestre e le colonne della chiesa venivano coperte di drappi neri e solo un grande lampadario centrale illuminava il buio più profondo. A mezzogiorno tutte le porte venivano
chiuse e la musica prendeva inizio. Dopo un preludio appropriato, il vescovo saliva all’ambone e pronunciava una delle sette parole, commentandola. Al termine del sermone scendeva dalla sede e raggiungeva l’altare, prostrandosi dinanzi al crocifisso. La musica veniva suonata successivamente – in queste pause – e così via per tutte le sette parole».
Venerdi 26 Marzo, alle ore 21, presso la chiesa di San Vittore in Arcisate (VA) l’Ensemble de i Musici Estensi proporrà l’opera in quest’ultima versione, cercando di rievocare l’esposizione originale. «Era tradizione eseguire, nella cattedrale di Cadice, durante il periodo quaresimale, un oratorio. I muri, le finestre e le colonne della chiesa venivano coperte di drappi neri e solo un grande lampadario centrale illuminava il buio più profondo. A mezzogiorno tutte le porte venivano
chiuse e la musica prendeva inizio. Dopo un preludio appropriato, il vescovo saliva all’ambone e pronunciava una delle sette parole, commentandola. Al termine del sermone scendeva dalla sede e raggiungeva l’altare, prostrandosi dinanzi al crocifisso. La musica veniva suonata successivamente – in queste pause – e così via per tutte le sette parole».
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