Oscar, “trionfa” la guerra in Iraq
Kathryn Bigelov si porta a casa sei statuette e sconfigge il favorito e tecnologico Avatar. Due riconoscimenti anche per l’Italia
Trionfa la cenerentola della notte degli Oscar, per al prima volta nella storia del cinema una donna è davvero protagonista delle notte delle stelle. Kathryn Bigelov, già regista di pellicole storiche come Point Break o Strange Days, si porta a casa ben sei statuette, come quella di miglior film e miglior regia. Batutto sonoramente Avatar, il favorito della serata, realizzato proprio dall’ex marito della Biegelov, James Cameron che con il suo film ha battuto ogni record di incassi nel mondo. Ma mentre Avatar è un film spettacolare, una parabola umana ed ecologica che deve molto alla tecnologia, The hurt locker racconta l’Iraq, il dramma dei soldati che devono affrontare la guerra e che non riescono più a togliersela di dosso. Si tratta comunque di storie fortemente antimilitariste.Anche l’Italia è stata protagonista delle notte delle stelle, dopo lo scorso anno quando si era rimasti totalmente a bocca asciutta anche di nomination. Nonostante non vi fossero film italiani in nessuna categoria, ben due connazionali hanno portato a casa l’Oscar: si tratta di Mauro Fiore, miglior fotografia per Avatar, che ritira il premio al grido di "Viva l’Italia"; e l’italoamericano Michael Giacchino, miglior colonna sonora per Up, film che si porta a casa anche la statuetta per miglior film d’animazione.
Anche nel gossip l’Italia non ha sfigurato: George Clooney, candidato come migliore attore per Tra le nuvole (ma è stato battuto da Jeff Bridges per l’interpretazione del cantante country di Crazy Heart) si è presentato al braccio della fidanzata italiana Elisabetta Canalis, vestita tutta di rosso, concedendosi generosamente alle foto del red carpet…
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