Bilancio 2010, tra cultura e aumenti delle tariffe
I costi per le mense scolastiche e per i rifiuti hanno quasi monopolizzato , insieme al tema della cultura, la discussione sulla programmazione economica del Comune
Muro contro muro tra maggioranza e opposizioni nella seduta di consiglio comunale dedicata al bilancio. E fin qui, tutto normale. Ma la serata dedicata all’approvazione del bilancio di previsione 2010 – il documento che più di tutti indica e riassume la linea politica e amministrativa – ha visto anche sottolineature diverse e vere e proprie contrapposizioni tra le diverse anime della variegata minoranza consigliare. L’attenzione si è concentrata su pochi punti specifici, al di là delle critiche all’impostazione generale del bilancio espresse dalle opposizioni.
A dettare l’agenda è stato il Pd, che ha presentato due emendamenti sulle mense scolastiche e sulla cultura, mentre le altre forze di opposizione hanno preferito una critica generale sull’impostazione del bilancio. «Per le mense chiedevamo solo di graduare gli aumenti, ci sembrava un proposta corretta, a tutela delle fasce deboli in un momento di difficoltà economica» ha spiegato il democratico Angelo Senaldi. «L’aumento delle tariffe non può screditare i tanti sforzi fatti nel settore dell’istruzione» ha risposto per la maggioranza Renzo Bertinelli. La consigliera della Sinistra Cinzia Colombo ha inserito l’aumento delle mense nel più generale panorama fatto di «tagli ai servizi sociali e aumento delle tariffe». E a fronte dell’aumento degli introiti delle mense proposto l’anno scorso dalla Lega, ha ricordato le parole dell’allora capogruppo del PdL Alberto Ramponi, che diceva che i 300mila euro in più si sarebbero tramutati in «un salasso che colpisce i poveri cristi». «Oggi – ha concluso la consigliera Colombo – aumentate le entrate di 247mila euro, in un momento di crisi. La mannaia del centrodestra non conosce pietà e colpisce tutti, bambini e anziani, precari e stranieri», che ha applaudito agli aumenti, da accompagnare ad interventi più drastici come l’abolizione della prima fascia. Ma sulla stessa linea si è mosso anche il sindaco Nicola Mucci: «La prima fascia rischiava di diventare un dei furbetti piuttosto che di famiglie con reali esigenze» ha ribadito il primo cittadino, ricordando anche «che il costo del servizio rimane decisamente sotto la media della provincia»
Sempre in tema di tariffe, critiche da tutta l’opposizione sull’aumento della tassa sui rifiuti. «Gli aumenti del costo di smaltimento nell’inceneritore di Accam sono solo il 45%, il resto deriva da una diversa valutazione dell’impegno del Comune» ha attaccato Senaldi. «Si scaricano i costi di una mancanza di efficienza complessiva». Il sindaco Mucci, nel suo articolato intervento, ha ricordato che i costi dello smaltimento sono «aumentati in media del 36%» a livello nazionale. «A noi – ha contrattaccato il leghista Ciampoli – non interessano le percentuali: il servizio è comunque troppo costoso, ci avevano detto che la differenziata avrebbe diminuito i costi ma non è mai avvenuto»
Altro tema al centro del dibattito è quello della cultura: la proposta del Pd di spostare 20mila euro dal contributo alla Fondazione a quello destinato alle altre realtà non ha convinto la maggioranza, compatta nel difendere un “fiore all’occhiello” della città. «È una scelta, la nostra, che va nella direzione della sussidiarietà, da voi invocata» ha provato a spiegare Angelo Senaldi presentando l’emendamento, che è stato al centro di un intenso dibattito anche nei giorni scorsi. Ma a difesa della Fondazione si è schierata anche la consigliera Cinzia Colombo, che ha rinnovato la fiducia al direttore artistico Adriano Gallina. La stessa Colombo ha invece attaccato le grandi spese per il MAGA, parlando di una cultura di serie A (a pagamento) e una di serie B. «Non è vero – ha ribattuto Giorgio Morosi (PdL) -, non c’è nessun classismo culturale, lo dimostrano le iniziative didattiche, ma anche il progetto biblioteconomico per Palazzo Minoletti, attento anche ai bambini stranieri utenti della biblioteca». «Ventimila euro non sono poi così importanti, quel che conta è la filosofia complessiva» ha aggiunto Quintino Magarò, illustrando l’apprezzamento del Polo Civico di Centro per il progetto del polo culturale.
Ultimo nodo la situazione di Amsc e gli investimenti. Con una contestazione in particolare di un punto specifico: l’investimento di 700mila euro per la piscina di Moriggia, criticato da Pd e Lega. «Spendiamo soldi – ha notato il democratico Marco Casillo – per un investimento che si fa laddove fino a pochi mesi fa il presidente di Amsc ipotizzava un centro benessere: la verità è che il progetto non ha attratto alcun privato». La risposta della maggioranza rimane sempre ferma: «In dieci anni – ha detto Marco Masci – Amsc ha messo in campo elementi positivi: aumento della forza lavoro, investimenti, mantenimento delle reti pubbliche, blocco delle tariffe. E c’è sempre stata trasparenza, mai sono mancate occasioni di confronto». Prossima tappa rimane quindi la supercommissione sull’azienda promessa dal sindaco a inizio aprile.
Al di là dei temi specifici, di fronte alle critiche sull’impostazion globale del bilancio, il sindaco Mucci, con un lungo intervento, ha richiamato infine la necessità di applicare il federalismo fiscale, rivedendo la fiscalità comunale e il meccanismo (più volte criticato anche in passato) del patto di stabilità che blocca la capacità di spesa senza distinguere tra enti virtuosi e non virtuosi.
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