Complimenti professor Fini

Una grande lezione di educazione civica. Gianfranco Fini è stato chiamato dall’Università dell’Insubria a parlare del rapporto tra l’informazione e la politica. Lo ha fatto per quasi due ore appassionando una platea di giovani studenti. 
Complimenti, perché ha saputo coniugare bene la sua passata esperienza giornalistica con l’attuale carica istituzionale. Non si è sottratto a nessuna delle domande salvo a quella della possibile formazione di un nuovo partito perché non era la sede adatta.
Una lezione di civiltà per contenuti, per toni, per riflessioni. Una lezione di democrazia e senso dello Stato e del rapporto tra i poteri.
Oggi gli studenti usciti da questa speciale lezione avranno motivo per riflettere del loro Paese, dei meccanismi istituzionali, ma soprattutto della deontologia di una professione che troppo spesso smarrisce il senso del proprio lavoro. Fini ha fatto un sincera e profonda autocritica sullo stato della politica e dei rapporti con il mondo dell’informazione. Ha rivendicato il grande bisogno di libertà di stampa con l’attenzione verso gli ultimi e i più deboli.
Nessuna polemica e grande equilibrio nel raccontare un argomento delicato e che si presta a strumentalizzazioni. Con grande ironia circa il vezzo di stravolgere i fatti o di indugiare troppo sul pettegolezzo, Fini ha ricordato Palmiro Togliatti che diceva ai giornalisti di scrivere poco perché altrimenti gli avrebbero fatto male i piedi.
Anche sul bisogno di cambiamento ha fatto un passaggio incitando i giovani alla partecipazione che oggi trova tante diverse forme di espressione. "Solo i paracarri non cambiano mai posizione" ha risposto a un giovane che gli faceva una domanda.
E il suo profondo cambiamento lo si coglie in molti altri passaggi della sua lezione. Significativa quella della spregiudicata etnicizzazione dell’informazione. "Raramente leggo «varesino scippa una marocchina, mentre marocchina scippa una donna» sembra una cosa normale". Importante il passaggio sulla differenza tra avversario politico e nemico perché "il primo vincitore o sconfitto avrà un’altra occasione per competere mentre il secondo va demolito. È una visione pericolosa e figlia delle ideologie rigide che hanno portato ai totalitarismi".
Fini è stato attento ai cambiamenti della società, alle nuove forme di comunicazione tanto da parlarne con competenza e autorevolezza (cosa rara purtroppo).
Complimenti al professor Fini e all’Università dell’Insubria che lo ha invitato a tenere una bella lezione. E per un giorno la cultura civica è stata protagonista della scena.
Poi la politica è un’altra cosa, ma l’invito oggi era per una lezione universitaria e tale è stata. 

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Pubblicato il 30 Aprile 2010
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